I prezzi del rame hanno perso terreno lunedì, appesantiti dal rafforzamento del dollaro statunitense in vista dei principali dati economici e dall’aumento delle scorte in Cina, principale consumatore.
Il rame a tre mesi sul London Metal Exchange (LME) risulta in leggero calo dello 0,42% a quota 8.524 $/ton (09:42 ora Italia), mentre il contratto di rame di marzo più negoziato sullo Shanghai Futures Exchange è sceso dello 0,4% a 68.990 yuan ($9.585,27) per tonnellata.
Il dollar index è salito lunedì, in vista di una settimana ricca di importanti comunicati economici. Un dollaro più forte appesantisce le quotazioni dei metalli industriali. L’attenzione degli investitori sarà rivolta ai dati sull’inflazione di Stati Uniti, Giappone ed Europa, che contribuiranno ad affinare le aspettative sulle future mosse dei tassi di interesse.
L’aumento delle scorte in Cina ha pesato ulteriormente sul mercato, in parte a causa di una produzione di gennaio più alta del previsto e del fatto che gli utilizzatori di rame si sono presi una vacanza più lunga a fronte di una domanda debole.
Le scorte di rame consegnabili sull’SHFE dopo le festività del Capodanno lunare sono salite a 181.323 tonnellate, raggiungendo un massimo quasi annuale. Nel frattempo, la domanda post-vacanze non si è ancora ripresa. Il premio del rame di Yangshan, un indicatore della domanda di importazioni, è stato inferiore a 50 dollari la tonnellata, il più basso da agosto.
I prezzi delle nuove case in Cina hanno continuato a calare a gennaio, come hanno mostrato i dati di venerdì, nonostante le misure adottate da Pechino per ripristinare la fiducia nel settore immobiliare, afflitto dal debito.
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