Le importazioni cinesi di concentrati di zinco hanno subito un drastico calo nei primi quattro mesi del 2024, riflettendo una significativa contrazione del mercato delle materie prime.
Marubeni Corporation segnala che le condizioni di trattamento a pronti per i concentrati di miniera importati sono attualmente a livelli antieconomici per molte fonderie cinesi, costringendole a fare maggiore affidamento sull’offerta mineraria nazionale.
Questa situazione coincide con un aumento delle importazioni di zinco raffinato, evidenziando cambiamenti strutturali nel mercato globale dello zinco.
Mercato dei Concentrati Ristretto
Nei primi quattro mesi del 2024, la Cina ha importato 1,18 milioni di tonnellate metriche di concentrati di zinco, un calo del 24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (1,54 milioni di tonnellate).
Questo rappresenta un’inversione di tendenza rispetto agli aumenti delle importazioni di materie prime del 13% e del 14% rispettivamente nel 2022 e nel 2023. La causa principale di questo calo è il crollo delle tariffe di trattamento e raffinazione, pagate dai minatori alle fonderie per trasformare le materie prime in metallo raffinato.
Attualmente, le condizioni di mercato internazionale offrono tariffe molto basse, pari a 30-50 dollari per tonnellata, rendendo antieconomico per le fonderie cinesi acquistare concentrati dall’estero.
Offerta Abbondante di Metallo
Contrariamente alla difficoltà di reperire concentrati, le importazioni di zinco raffinato in Cina sono in aumento. Nei primi quattro mesi del 2024, i volumi in entrata hanno totalizzato 143.000 tonnellate, rispetto alle sole 35.000 tonnellate dello stesso periodo del 2023.
Questo aumento è dovuto, in parte, alle interruzioni delle fonderie europee nel 2022 a causa dei prezzi energetici elevati, che hanno trasformato temporaneamente la Cina in un esportatore netto di zinco.
Le scorte del London Metal Exchange (LME) sono aumentate significativamente, passando da 30.475 tonnellate a 223.225 tonnellate nel 2023, e raggiungendo le 255.900 tonnellate all’inizio di gennaio 2024.
Questo incremento riflette un surplus di offerta nel mercato globale dello zinco, con stime che indicano un surplus di quasi 300.000 tonnellate nel 2023.
Prospettive Future
Nonostante il surplus attuale, il mercato globale dello zinco potrebbe presto affrontare un cambiamento. L’International Lead and Zinc Study Group (ILZSG) prevede che la produzione globale di zinco raffinato supererà l’utilizzo di 144.000 tonnellate nei primi tre mesi del 2024.
Tuttavia, la previsione per l’intero anno indica un surplus di fornitura di solo 56.000 tonnellate, suggerendo una possibile riduzione dell’offerta mineraria globale.
La produzione di zinco raffinato in Cina, che è aumentata dell’8% lo scorso anno, ha rallentato notevolmente, crescendo solo dell’1,6% nel primo trimestre del 2024. Questo rallentamento, combinato con l’aumento delle importazioni di metallo raffinato e le elevate scorte LME, indica che la stretta sui concentrati non si è ancora tradotta in una stretta sui metalli.
Il mercato dello zinco sta vivendo una fase di transizione, caratterizzata da una riduzione delle importazioni di concentrati e un aumento delle importazioni di zinco raffinato. Le fonderie cinesi stanno affrontando condizioni di mercato difficili, con tariffe di trattamento basse che rendono antieconomico l’acquisto di concentrati sul mercato internazionale.
Tuttavia, l’abbondanza di zinco raffinato suggerisce che, almeno nel breve termine, l’offerta di metallo rimarrà robusta.
Nel frattempo, lo zinco LME a 3 mesi mostra un calo del 2,32% (11:36 ora Italia), attestandosi a quota 2.803 $/ton.
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