
Negli ultimi mesi, le aziende russe hanno intensificato la produzione di metallo di zinco per soddisfare la crescente domanda interna e ridurre la dipendenza dalla Cina, un trend rilevato da fonti vicine alla situazione.
Questa mossa è significativa nel contesto delle esportazioni di materie prime della Russia, che sono state duramente colpite dalle sanzioni occidentali imposte a Mosca in seguito all’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022.
Contesto e Motivi dell’Aumento della Produzione
L’aumento della produzione di zinco in Russia, utilizzato prevalentemente per la galvanizzazione dell’acciaio, avviene in un periodo in cui il mercato globale dei concentrati di zinco è già stretto, come dimostrano le importazioni cinesi.
La Russia, nonostante rappresenti una piccola frazione della produzione mondiale di zinco, sta cercando di adattarsi alle nuove realtà del commercio internazionale, dove le sanzioni statunitensi sempre più severe hanno ridotto le opzioni di pagamento per le aziende russe.
In particolare, le sanzioni hanno colpito l’unica filiale bancaria russa in Cina, limitando ulteriormente la capacità delle aziende russe di ricevere pagamenti tempestivi dai loro clienti cinesi. Questo ha spinto i gruppi russi come UMMC (Ural Mining and Metallurgical Company) e RCC (Russian Copper Company) a incrementare la produzione di metallo di zinco raffinato, piuttosto che esportare concentrati di zinco in Cina.
Incremento della Produzione e Capacità Aggiuntive
Un altro elemento chiave di questa strategia è l’aumento degli ordini statali russi per prodotti finiti, inclusi armamenti e munizioni. Di conseguenza, la produzione di metalli finiti in Russia è aumentata del 56% a maggio, un segnale chiaro del crescente orientamento verso il mercato interno.
La Chelyabinsk Zinc Plant, l’unico produttore di zinco in Russia, ha rapidamente incrementato la produzione dopo un periodo di declino dovuto a lavori di ristrutturazione. Questo aggiornamento ha aumentato la capacità produttiva del 15%.
Secondo le previsioni, la produzione della Chelyabinsk Zinc Plant dovrebbe crescere fino a 212.000 tonnellate nel 2025, rispetto alle 209.000 tonnellate di quest’anno, rappresentando l’1,5% della produzione globale stimata per il 2024, che si attesta a 14,0 milioni di tonnellate.
Nuovi Impianti e Previsioni Future
Oltre alla Chelyabinsk Zinc Plant, un nuovo impianto di fusione, il New Verkhny Ufaley smelter, di proprietà della Polimet Engineering, è previsto per entrare in produzione nel terzo trimestre dell’anno.
Questo impianto produrrà 40.000 tonnellate di zinco quest’anno e 80.000 tonnellate nel 2025.
Nel complesso, entro il 2027 la Russia sarà in grado di produrre 322.000 tonnellate di zinco raffinato dai suoi impianti di Chelyabinsk e Verkhny Ufaley, rispetto alle 205.000 tonnellate dell’anno scorso.
Implicazioni Globali
L’aumento della produzione di zinco in Russia ha importanti implicazioni per il mercato globale. Da un lato, contribuirà a colmare alcune delle lacune di fornitura create dalla riduzione delle esportazioni cinesi.
Dall’altro, mostra come le sanzioni internazionali stiano rimodellando il panorama delle materie prime, costringendo i paesi colpiti a trovare nuove strategie per sostenere le loro economie e mantenere la competitività.
Questo sviluppo potrebbe anche spingere altri paesi a rivalutare le loro strategie di approvvigionamento e produzione, in un contesto di crescente instabilità geopolitica e commerciale. Mentre la Russia continua a navigare tra le sfide poste dalle sanzioni, la sua capacità di adattamento e innovazione nel settore delle materie prime sarà cruciale per il suo futuro economico.
Nel frattempo, il prezzo dello zinco LME a 3 mesi si è attestato a 2.978 $/ton (14:00 ore Italia), in aumento del 2% rispetto alla chiusura del giorno precedente.
L’articolo La Russia Aumenta la Produzione di Zinco per Rispondere alla Domanda Interna e Ridurre la Dipendenza dalla Cina proviene da Commodity Evolution.

