La Corte Suprema del Bangladesh annulla le quote di lavoro mentre la violenza provoca oltre 100 morti

La Corte Suprema del Bangladesh ha emesso una sentenza significativa, annullando le quote di lavoro governative che avevano scatenato violente proteste e disordini diffusi, provocando oltre 100 morti.

Questa politica controversa, volta a riservare circa un terzo dei posti di lavoro nel settore pubblico ai discendenti dei veterani della guerra d’indipendenza del 1971, è stata un punto focale di grave discordia nazionale.

La Corte Suprema impone che il 93% dei lavori pubblici siano basati sul merito

La decisione della Corte Suprema impone che il 93% degli incarichi governativi siano assegnati in base al merito, in risposta a settimane di proteste guidate principalmente da studenti universitari.

Queste proteste non solo hanno messo in discussione le quote, ma hanno anche evidenziato questioni sociali più ampie come la crescente difficoltà economica e le disuguaglianze percepite.

La sentenza è vista come una ritirata dalle politiche che molti credevano avvantaggiassero in modo sproporzionato i lealisti del partito al potere, la Lega Awami, del primo ministro Sheikh Hasina.

Scontri violenti e dure repressioni sconvolgono la nazione

I disordini legati al sistema delle quote di lavoro si sono trasformati in una delle sfide più serie per i due decenni di governo sempre più autoritario del Primo Ministro Sheikh Hasina.

Più di 100 persone sono morte negli scontri che hanno coinvolto manifestanti, polizia e alleati della Awami League. Con una mossa drastica per controllare la situazione, è stato schierato l’esercito e imposto il coprifuoco, mentre le forze di sicurezza avrebbero ricevuto l’ordine di sparare a vista.

Questa dura risposta ha intensificato i timori di ulteriori vittime.

La comunicazione in tutto il paese è stata notevolmente interrotta e le autorità hanno sospeso i servizi mobili e Internet.

Questo blackout ha reso difficile per le agenzie di stampa contattare fonti interne al Bangladesh, oscurando l’intera portata delle violenze e dei disordini in corso.

Preoccupazioni e risposte internazionali

L’escalation di violenza ha suscitato preoccupazione e avvisi a livello internazionale contro i viaggi in Bangladesh. Il governo del Regno Unito ha sconsigliato tutti i viaggi tranne quelli essenziali a causa della “violenza diffusa”.

Allo stesso modo, il Dipartimento di Stato americano ha consentito al personale non di emergenza e alle loro famiglie di lasciare volontariamente il paese e ha sconsigliato ai cittadini americani di recarsi lì.

Anche il ministero degli Esteri indiano è stato coinvolto attivamente, aiutando i cittadini indiani, compresi gli studenti, a lasciare il Bangladesh.

Le organizzazioni per i diritti umani chiedono moderazione e comunicazione aperta

Organizzazioni per i diritti umani come Amnesty International hanno criticato l’approccio pesante delle forze dell’ordine del Bangladesh. Amnesty ha chiesto l’urgente revoca del divieto di comunicazione e l’immediato rilascio delle persone arrestate per aver protestato pacificamente.

Questi appelli sottolineano la preoccupazione globale sulla gestione delle proteste e sulla più ampia repressione del governo nei confronti del dissenso.

Contesto economico dei disordini

Le proteste e i disordini si verificano in un contesto di significative sfide economiche in Bangladesh.

Nonostante sia il secondo maggiore esportatore di abbigliamento al mondo e stia vivendo una rapida crescita economica, il paese è alle prese con l’inflazione, i frequenti blackout e la crescente disoccupazione.

Queste difficoltà economiche hanno alimentato il malcontento pubblico, ulteriormente aggravato dalle tensioni politiche e dalle tendenze autoritarie del governo.

La rielezione del primo ministro Sheikh Hasina per un quinto mandato all’inizio di quest’anno è stata già segnata da polemiche, inclusa una repressione pre-sondaggio sull’opposizione che ha attirato critiche internazionali.

Le proteste per le quote di lavoro non hanno fatto altro che aggravare la crisi politica, gettando ulteriori dubbi sulla stabilità e sulle credenziali democratiche dell’amministrazione Hasina.

Implicazioni per la governance e la stabilità del Bangladesh

La decisione della Corte Suprema di dare priorità al merito nell’assegnazione dei posti di lavoro nel governo potrebbe temporaneamente sedare alcuni dei disordini immediati, ma le questioni profonde che hanno portato alle proteste rimangono irrisolte.

In futuro, il governo dovrà intraprendere riforme significative non solo nelle sue politiche occupazionali ma anche nel suo approccio alla governance e ai diritti umani.

La sfida per il governo di Hasina sarà quella di affrontare queste riforme mantenendo l’ordine pubblico e affrontando le lamentele economiche dei suoi cittadini.

La comunità internazionale continuerà probabilmente a seguire da vicino gli sviluppi in Bangladesh, data l’importanza strategica del paese e il suo ruolo nell’economia globale.

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