
Il colosso americano dei servizi finanziari Wells Fargo & Co. è stato colpito da un’azione legale collettiva che accusa la banca di aver gestito male il suo piano di assicurazione sanitaria per i dipendenti, che avrebbe costretto decine di migliaia di dipendenti statunitensi a pagare più del dovuto per i farmaci da prescrizione.
Presentata martedì presso la corte federale del Minnesota, la causa sostiene che la banca ha violato l’Employee Retirement Income Security Act (ERISA), che impone alle aziende di gestire con prudenza i piani pensionistici e sanitari dei dipendenti.
Questa azione legale è stata portata avanti da quattro ex dipendenti e segue uno schema di crescente controllo su Wells Fargo.
Solo il giorno prima, un giudice statunitense aveva ordinato alla banca di affrontare un’altra causa sostenendo di aver frodato gli azionisti fingendo di impegnarsi ad assumere persone eterogenee e conducendo falsi colloqui di lavoro con candidati non bianchi e donne senza alcuna intenzione di assumerli.
Il giudice distrettuale statunitense Trina Thompson a San Francisco ha trovato prove dirette e indirette che suggeriscono che la banca intendeva frodare gli azionisti riguardo alle sue pratiche di assunzione, ribaltando un precedente rigetto della causa lo scorso agosto.
Accuse di prezzi gonfiati dei farmaci
Il nocciolo della causa del Minnesota ruota attorno alle affermazioni secondo cui il piano sanitario di Wells Fargo paga prezzi gonfiati ai gestori dei benefici farmaceutici (PBM).
I PBM negoziano con i produttori di farmaci, i piani di assicurazione sanitaria e le farmacie per fissare i prezzi dei farmaci soggetti a prescrizione e determinare quali farmaci sono inclusi nei loro formulari.
I querelanti sostengono che il piano sanitario ha pagato prezzi esorbitanti per i farmaci, molto al di sopra dei prezzi di mercato.
Un esempio eclatante citato nella causa riguarda il farmaco antitumorale bexarotene.
Il piano sanitario di Wells Fargo avrebbe pagato oltre 69.000 dollari per un tubo di bexarotene, che poteva essere acquistato per soli 3.750 dollari in altre farmacie.
Inoltre, la causa sostiene che il piano sanitario ha aumentato i prezzi dei “farmaci specialistici” generici utilizzati per trattare determinate condizioni di quasi il 400%.
La causa propone una classe nazionale di partecipanti e beneficiari del piano sanitario, che potenzialmente include decine di migliaia di persone.
I querelanti chiedono danni non specificati e sanzioni legali, con l’obiettivo di ritenere Wells Fargo responsabile della presunta cattiva gestione e dei prezzi eccessivi.
Controllo nazionale dei PBM
Questa causa contro Wells Fargo fa parte di una tendenza più ampia di maggiore controllo sui PBM e sul loro ruolo nell’aumento dei costi dei farmaci da prescrizione negli Stati Uniti.
I PBM si trovano ad affrontare crescenti critiche da parte di enti governativi e gruppi di difesa che sostengono che le loro pratiche contribuiscono in modo significativo all’aumento dei prezzi dei farmaci.
All’inizio di questo mese, la Federal Trade Commission (FTC) ha votato 4-1 per pubblicare un rapporto provvisorio contenente i risultati della sua indagine biennale sui sei maggiori PBM del paese.
L’agenzia ha affermato che l’integrazione verticale e il consolidamento del mercato hanno consentito ad alcune PBM di esercitare un potere significativo sui prezzi dei farmaci e sui costi al consumo, nonché sulle farmacie non affiliate.
La causa di Wells Fargo è l’ultima di una serie di azioni legali contro i piani sanitari sponsorizzati dai datori di lavoro accusati di non riuscire a garantire prezzi dei farmaci più bassi per i loro partecipanti.
Johnson & Johnson si trova ad affrontare una proposta di azione legale collettiva simile presentata presso un tribunale federale del New Jersey a febbraio.
I ricorrenti in quel caso sostengono che la cattiva gestione del piano sanitario da parte della società ha comportato milioni di dollari in pagamenti in eccesso per i farmaci.
Johnson & Johnson ha deciso di archiviare il caso, sostenendo che il loro piano ha effettivamente fatto risparmiare denaro ai partecipanti e che il querelante nominato non ha la legittimazione ad agire in giudizio.
Al momento, Wells Fargo non ha risposto alle richieste di commento sulla causa.
L’esito di questo caso potrebbe avere implicazioni significative sul modo in cui i piani sanitari sponsorizzati dai datori di lavoro negoziano i prezzi dei farmaci e gestiscono le relazioni PBM in futuro.
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