Cina: l’abolizione dei rimborsi fiscali sull’export di prodotti semilavorati in alluminio scuote i mercati globali

Cina: l’abolizione dei rimborsi fiscali sull’export di prodotti semilavorati in alluminio scuote i mercati globali

Eliminare i rimborsi fiscali cinesi ha causato terremoto nei mercati internazionaliLa recente decisione della Cina di eliminare i rimborsi fiscali del 13% sull’IVA per l’export di prodotti semilavorati in alluminio ha causato un autentico terremoto nei mercati internazionali Leggi per approfondire

L’annuncio, che entrerà in vigore il 1° dicembre, potrebbe avere profonde implicazioni per la catena di approvvigionamento globale dell’alluminio e riflette sia strategie interne che pressioni esterne sul governo cinese.

Reazione dei mercati: crolli a Shanghai e rialzi a Londra

A poche ore dall’annuncio, il prezzo dell’alluminio è crollato alla borsa di Shanghai, mentre ha registrato un forte rialzo alla London Metal Exchange (LME). Gli operatori stanno già calcolando l’impatto potenziale della perdita di oltre 5 milioni di tonnellate di prodotti semilavorati cinesi sul mercato internazionale.

Tuttavia, il peggiore scenario immaginabile potrebbe non materializzarsi completamente: molto dipenderà dalla capacità dei produttori cinesi di adattarsi alla nuova realtà finanziaria, che priverà molte aziende di una linfa vitale economica.

Eliminare i rimborsi fiscali cinesi ha causato terremoto nei mercati internazionali

Alluminio LME VS Alluminio Shanghai – Cash $/ton – Powered by Commodity Evolution

L’importanza del rimborso IVA per il settore cinese

Il rimborso dell’IVA rappresentava una componente cruciale per la competitività dei produttori cinesi di prodotti semilavorati in alluminio, un mercato dominato da piccole e medie imprese.

Nel 2023, la Cina ha esportato 5,2 milioni di tonnellate di questi prodotti (come barre, lastre e tubi), una cifra destinata a crescere ulteriormente nel 2024, considerando un aumento del 17% delle esportazioni nei primi nove mesi dell’anno.

Con la rimozione del rimborso, ci si aspetta una corsa agli export entro il 1° dicembre, con produttori che probabilmente cercheranno di trasferire almeno una parte dell’impatto sui compratori internazionali.

Tuttavia, una riduzione significativa delle esportazioni sembra inevitabile nel 2025, seguita da una stabilizzazione quando i produttori si adatteranno alla nuova realtà.

Precedenti storici: il caso dell’acciaio galvanizzato

Un fenomeno analogo si è verificato nel 2020, quando la Cina eliminò il rimborso fiscale per l’export di acciaio galvanizzato. Questo portò inizialmente a un drastico calo delle esportazioni, seguito da una ripresa parziale man mano che il settore si riallineava. Anche per l’alluminio, la sostenibilità economica di molte imprese sarà messa a dura prova.

Il settore della lavorazione dell’alluminio in Cina soffre già di una sovracapacità cronica, con tassi di utilizzo mediamente inferiori al 65% e in alcuni segmenti addirittura al 40%. Non tutte le aziende sopravvivranno a questa nuova sfida.

Le motivazioni dietro la mossa cinese

1 – Pressioni internazionali

L’eliminazione dei rimborsi IVA potrebbe essere una mossa strategica per placare le crescenti tensioni commerciali con i partner occidentali. Gli Stati Uniti e l’Unione Europea accusano da anni la Cina di pratiche commerciali sleali, alimentate da sussidi governativi.

La decisione arriva in un momento critico:

  • Unione Europea: Pechino sta negoziando con l’UE per evitare l’imposizione di dazi fino al 45% sulle esportazioni cinesi di veicoli elettrici.
  • Stati Uniti: Con il ritorno di Donald Trump alla presidenza, la Cina rischia nuovi dazi su larga scala, fino al 60% su tutti i prodotti esportati verso gli USA.
2 – Riorganizzazione del mercato interno

Sul fronte interno, la mossa risponde a un’esigenza di riorientare l’utilizzo dell’alluminio verso il mercato domestico.

Con un tetto di capacità fissato a 45 milioni di tonnellate per la fusione primaria e una produzione annua già vicina ai 43,5 milioni di tonnellate, la Cina non può crescere ulteriormente senza importare più metallo grezzo.

Tuttavia, la crescente domanda interna, trainata dalla transizione energetica (solare ed EV), richiede che una maggiore quota di alluminio resti nel Paese per garantire l’autosufficienza.

Un mercato dell’alluminio sempre più frammentato

La decisione cinese segna un altro passo verso la regionalizzazione del mercato globale dell’alluminio, un tempo considerato altamente globalizzato.

  • Gli Stati Uniti hanno imposto un dazio del 25% sulle importazioni di alluminio cinese, seguito da misure simili in Canada e dal requisito per il Messico di certificare l’origine dei materiali esportati verso gli USA.
  • L’Unione Europea ha introdotto dazi su alcuni prodotti cinesi e sta implementando il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), che aggiungerà ulteriori barriere.

Mentre i produttori occidentali potrebbero beneficiare a lungo termine di una riduzione delle esportazioni cinesi, il vero impatto dipenderà dalla resilienza dei produttori cinesi e dall’adattamento della loro struttura di costo.

Eliminare i rimborsi fiscali cinesi ha causato terremoto nei mercati internazionali

Alluminio LME – 3 mesi $/ton giornaliero

Conclusioni: un cambiamento epocale per il mercato dell’alluminio

L’eliminazione dei rimborsi IVA sull’export segna un punto di svolta nel commercio globale dell’alluminio. La Cina, per anni leader incontrastato, sembra puntare su un riequilibrio interno per far fronte alle sue sfide economiche e geopolitiche.

Questa mossa non solo ridisegna le dinamiche del mercato globale, ma potrebbe spianare la strada a nuove opportunità per produttori di altre regioni, offrendo una finestra di rilancio per impianti chiusi in Occidente. Tuttavia, la portata di questo cambiamento dipenderà da come i diversi attori del mercato globale sapranno adattarsi a una realtà in rapida evoluzione.

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