L’Italia e la Francia si sono unite in un nuovo impegno per rilanciare i settori dell’acciaio e dell’automotive, affrontando i problemi che stanno minacciando la competitività dell’industria europea.
Durante il sesto Trilateral Business Forum, tenutosi a Parigi con la partecipazione anche della Germania, i ministri dell’industria italiana e francese, rispettivamente Adolfo Urso e Marc Ferracci, hanno annunciato una strategia condivisa per promuovere una transizione industriale sostenibile che salvaguardi occupazione, filiere produttive strategiche e competitività globale.
Il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) sotto revisione
Al centro delle discussioni figura una revisione completa del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), il meccanismo europeo volto a imporre un prezzo sulle emissioni di carbonio dei beni importati. Adolfo Urso ha avvertito che la struttura attuale potrebbe minare la competitività dell’industria europea, creando costi aggiuntivi difficili da gestire per settori già in crisi.
“Italia e Francia devono lavorare insieme per riportare l’Europa al centro delle reti di produzione globali, creando le condizioni necessarie per una vera autosufficienza strategica,” ha dichiarato Urso in una nota del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
I due paesi, spina dorsale dell’industria manifatturiera europea, hanno sottolineato l’importanza di preservare le produzioni strategiche senza sacrificare gli obiettivi di sostenibilità, ribadendo che acciaio e automotive sono fondamentali per la struttura industriale del continente.
Declino europeo: il confronto con gli Stati Uniti
Il Trilateral Business Forum ha messo in luce dati preoccupanti sul rallentamento economico dell’Europa rispetto agli Stati Uniti. Dal 2010, l’economia americana è cresciuta del 37,5%, mentre quella europea ha registrato solo un 20,9%.
In termini di PIL pro capite, gli Stati Uniti sono passati da 48.374 a 85.373 dollari, mentre l’UE è salita da 32.966 a 42.443 dollari, un aumento molto più contenuto.
La leadership americana nell’innovazione, nell’economia digitale e nel settore energetico ha accentuato il divario. L’Europa, invece, resta spesso penalizzata da una concorrenza sleale da parte di paesi terzi e da un quadro normativo che appesantisce le imprese.
Un “Catch-up Test” per l’Europa
Le associazioni industriali di Italia, Francia e Germania (Confindustria, MEDEF e BDI) hanno proposto un ambizioso piano denominato “Catch-up Test”, invitando l’UE a confrontare sistematicamente i propri risultati economici con quelli degli Stati Uniti entro un anno.
“Dobbiamo adottare nuovi modi europei,” afferma il documento congiunto, sottolineando la necessità di riforme immediate in diversi settori:
- Competitività industriale: ridurre costi burocratici e di conformità.
- Regolamentazione: riesaminare tutte le normative rilevanti in un anno.
- Innovazione e R&S: accelerare gli investimenti in ricerca e sviluppo.
- Sblocco dei fondi europei: utilizzare gli 800 miliardi di euro identificati nel rapporto Draghi per stimolare gli investimenti.
“I prossimi mesi rappresentano un’opportunità cruciale per l’Europa di riaffermarsi sulla scena globale. Se queste priorità non verranno attuate, rischiamo di perdere il nostro ruolo nel futuro dell’economia mondiale,” conclude il documento.
Automotive e acciaio: settori chiave in crisi
I ministri hanno evidenziato la necessità di strategie coordinate per affrontare le difficoltà di due settori fondamentali:
- Acciaio: L’Europa, che una volta dominava la produzione mondiale, oggi soffre per la competizione dei produttori asiatici e per le crescenti pressioni regolatorie. I costi energetici elevati stanno spingendo molte acciaierie europee verso il declino.
- Automotive: Con l’elettrificazione e le sfide legate alla transizione verde, il settore automobilistico europeo è in difficoltà. La domanda interna è stagnante, e la catena di approvvigionamento deve essere ripensata per migliorare efficienza e sostenibilità.
Urso e Ferracci hanno sottolineato che rilanciare questi settori non è solo una questione economica, ma anche strategica per la sovranità industriale europea.
Verso una nuova strategia europea
La collaborazione tra Italia e Francia rappresenta un primo passo verso una rinnovata visione industriale europea. Per affrontare le sfide future, sarà necessario:
- Incentivare la domanda interna attraverso politiche fiscali e sostegni diretti.
- Investire nella formazione per adattare la forza lavoro alle nuove esigenze produttive.
- Promuovere l’autosufficienza strategica, riducendo la dipendenza da fornitori esterni in settori chiave.
- Sostenere le PMI, che costituiscono il cuore del tessuto industriale europeo, riducendo gli oneri normativi e burocratici.
L’iniziativa italo-francese può rappresentare il modello per una rinascita industriale europea. Tuttavia, il successo dipenderà dalla capacità di agire rapidamente e con determinazione. Se i leader europei riusciranno a implementare le riforme necessarie, l’Europa potrà non solo recuperare terreno, ma riaffermarsi come protagonista dell’economia globale.
L’articolo Italia e Francia: alleanza per salvare l’industria europea di acciaio e automotive proviene da Commodity Evolution.

