Perché le aziende giapponesi coprono i prestiti studenteschi e le spese per l’alloggio della generazione Z

Il mercato del lavoro giapponese sta attraversando un cambiamento epocale, poiché l’invecchiamento della popolazione e il calo del tasso di natalità stanno costringendo le aziende a ripensare le proprie strategie di reclutamento.

Con una popolazione in età lavorativa che negli ultimi trent’anni è diminuita di oltre il 36%, i datori di lavoro stanno facendo di tutto per attrarre e trattenere la nascente forza lavoro della generazione Z.

Dall’edilizia sovvenzionata al rimborso dei prestiti agli studenti, il panorama competitivo del reclutamento sta ridefinendo il modo in cui operano le aziende giapponesi.

La crisi del mercato del lavoro in Giappone

Gli ultimi dati sottolineano l’urgenza del problema.

Il Ministero degli affari interni e delle comunicazioni giapponese segnala che la forza lavoro tra i 20 e i 24 anni è notevolmente diminuita e che entro il 2024 si prevede una carenza di 11 milioni di lavoratori.

Per contrastare questa situazione, le aziende stanno cercando di accaparrarsi i talenti in anticipo, prima ancora che gli studenti si laureino.

Secondo Shushoku Mirai Kenkyusho, oltre il 40% degli studenti che si laureeranno a marzo 2024 aveva già ottenuto un’offerta di lavoro l’anno precedente, segnando la percentuale più alta dal 2016.

Questa forte domanda ha dato ai laureati una leva di negoziazione senza precedenti per quanto riguarda le condizioni di lavoro.

I giovani giapponesi della generazione Z ottengono vantaggi innovativi

Per distinguersi, le aziende giapponesi stanno andando oltre i tradizionali pacchetti salariali. L’alloggio sovvenzionato è emerso come incentivo popolare, soprattutto perché l’inflazione ha fatto aumentare i costi della vita.

La Nippon Life, ad esempio, offre ai propri dipendenti alloggi a basso costo vicino al Tokyo Disneyland, mentre la Itochu Corporation ha costruito strutture residenziali dotate di caffetterie, saune e piani pasto.

Queste iniziative sono diventate una salvezza per i lavoratori alle prese con la crisi del costo della vita in Giappone.

Sta prendendo piede anche l’assistenza per i prestiti agli studenti.

L’organizzazione giapponese per i servizi agli studenti ha rivelato che il numero di aziende che offrono vantaggi per il rimborso dei prestiti è raddoppiato nell’ultimo anno.

Tokyo Energy & Systems, ad esempio, offre rimborsi mensili fino a 20.000 ¥ (127 $), con un tetto massimo di 3,6 milioni di ¥ (22.800 $).

Questi vantaggi rendono queste posizioni particolarmente allettanti per i neolaureati gravati da debiti.

Oltre agli incentivi finanziari, l’introduzione di modalità di lavoro flessibili sta anche rimodellando la rigida cultura aziendale giapponese.

A partire da aprile 2024, il governo metropolitano di Tokyo introdurrà una settimana lavorativa di quattro giorni per i suoi dipendenti, sulla scia del successo di programmi simili in Europa.

Affrontare le implicazioni più ampie

Nonostante questi sforzi, la carenza di manodopera ha spinto alcune aziende a prendere in considerazione l’assunzione di personale straniero.

Aziende come la Hizatsuki Confectionery hanno iniziato a reclutare personale all’estero, anche se le barriere linguistiche e culturali rimangono una sfida.

Per ora, le lavoratrici domestiche sono ancora la scelta preferita, con i datori di lavoro che si concentrano sulla fidelizzazione dei talenti locali attraverso maggiori benefici.

Le implicazioni a lungo termine di queste strategie sollevano questioni sulla sostenibilità.

Vantaggi come alloggi sovvenzionati e settimane lavorative di quattro giorni saranno sufficienti a contrastare il calo del tasso di natalità?

Inoltre, poiché le aziende competono per una forza lavoro sempre più ridotta, le piccole imprese potrebbero avere difficoltà a competere con le offerte delle grandi corporation, aggravando potenzialmente le disuguaglianze nel mercato del lavoro.

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