Speculatori Sul Filo Del Rasoio: Cosa Ci Raccontano Le Posizioni COT Su Rame, Alluminio E Stagno

Cosa Ci Raccontano Le Posizioni COT Su Rame, Alluminio E Stagno

Guardando le immagini – rame, alluminio e stagno LME – si ha la sensazione di sfogliare un romanzo a tre trame intrecciate: stessi capitoli temporali, personaggi (gli speculatori) simili, ma caratteri e reazioni molto diversi a seconda del metallo.

Il grafico mostra il prezzo LME; quello inferiore l’indice COT degli speculatori, normalizzato tra 0 e 100. In pratica:

  • valori vicini a 100 = speculatori fortemente net long, posizionamento “ottimista/crowded long”;

  • valori vicini a 0 = speculatori fortemente net short o quasi totalmente disimpegnati;

  • valori intermedi descrivono fasi di indecisione o pieni giri di “take profit” e ribilanciamenti.

Partiamo dal rame, che è un po’ il “termometro macro” dei metalli, per poi passare all’alluminio e allo stagno, e chiudere con una lettura trasversale.

1. Rame: Dal Crollo Di Fiducia Alla Nuova Euforia

1.1. 2022: Dalla Bolla Post-Pandemia Alla Disillusione

All’inizio del grafico il rame viaggia intorno ai 9.500–10.000 $/t, con una breve accelerazione oltre i 10.5k. L’indice COT degli speculatori è relativamente elevato (intorno a 50–60): non siamo in una fase di euforia estrema, ma decisamente in un contesto in cui i fondi sono complessivamente long e fiduciosi.

Poi, nel corso del 2022, arriva il ribaltone:

  • Il prezzo crolla verso area 7.000 $/t, segnalando una combinazione di timori macro (recessione, politica monetaria restrittiva, rallentamento cinese) e alleggerimento delle posizioni.

  • Il COT index scende di pari passo, scivolando da livelli mediamente “ottimisti” a valori intorno alla fascia 20–30, con un breve affondo ancora più in basso.

Qui si vede bene la classica dinamica da “capitolazione ordinata”: non un flash crash di panico puro, ma una progressiva rinuncia alla narrativa super-bullish sulla ripresa post-Covid e sul rame come grande vincitore della transizione energetica “subito e ovunque”.

Gli speculatori, insomma, escono dal trade. E il prezzo segue docilmente.

Cosa Ci Raccontano Le Posizioni COT Su Rame, Alluminio E Stagno

LME Cot Index Rame – Powered by Commodity Evolution

1.2. 2023: Una Lunga Fase Di Recupero Senza Convinzione

A partire dal 2023 il rame risale la china: i prezzi rientrano nella fascia 8.200–9.000 $/t, con una struttura di massimi e minimi crescenti ma senza un vero breakout esplosivo.

Il COT però racconta una storia più tiepida:

  • A inizio 2023 si intravede un parziale ritorno di fiducia (l’indice risale verso area 50–60), ma

  • Nel corso dell’anno le posizioni speculativa si fanno altalenanti, oscillando tra 30 e 50, con momenti di chiaro “prendo profitto e mi metto di lato”.

È la classica fase in cui il mercato sa che il rame ha fondamentali strutturalmente solidi (elettrificazione, rinnovabili, veicoli elettrici, deficit di nuovi grandi progetti minerari), ma il quadro macro – inflazione, tassi, Cina altalenante – impedisce di spingere sull’acceleratore.

Gli speculatori non sono più short aggressivi, ma neanche convinti di salire sul carro di un trend di lungo periodo: il posizionamento mostra strategie tattiche, più che una vera scommessa direzionale di lungo.

1.3. 2024: L’Avvio Del Grande Trend E La Corsa Degli Speculatori

Nella prima parte del 2024 succede la cosa più interessante dell’intero grafico:

  1. Il prezzo comincia a risalire in maniera più consistente, portandosi ben oltre i 9.000 $, poi 10.000 $/t.

  2. L’indice COT, che era sceso anche molto in basso (quasi in zona 0 a cavallo tra fine 2023 e inizio 2024), esplode verso l’alto: in pochi mesi passi da livelli “scarichi” a un posizionamento praticamente estremo, vicino a 100.

Questa è una dinamica da manuale:

  • Prima fase: rally iniziale con poche posizioni (short covering + prime mani forti che comprano). Il mercato sale, ma il COT rimane basso: chi è fuori guarda, chi è short copre.

  • Seconda fase: quando il rally si consolida, lo storytelling cambia (“il rame è il nuovo petrolio verde”, “grande deficit di offerta nel medio termine”).

  • Gli speculatori iniziano a rincorrere il prezzo, alimentando ancora di più il movimento rialzista.

Il picco di metà 2024, con il rame oltre i 10.5–11k e il COT in area 90–100, è un chiaro momento di euforia speculativa: le posizioni sono fortemente long, il margine di errore si riduce, qualsiasi delusione macro o micro può provocare un’ondata di prese di profitto.

1.4. 2024–2025: Correzione Tecnica E Nuova Gamba Rialzista

Dopo questo picco:

  • Vediamo una correzione dei prezzi: il rame ritraccia, scendendo verso area 9.000–9.200 $/t;

  • Parallelamente il COT index cala, pur restando in una fascia mediamente alta (40–60): significa che una parte di fondi esce, ma non c’è un’inversione radicale del sentiment.

È una fase di sfiato: chi è entrato tardi monetizza, chi crede nel lungo periodo tiene, chi è strutturalmente rialzista usa il ribasso per ricaricare.

Nell’ultima parte del grafico, nel 2025:

  • Il prezzo torna a correre e aggiorna i massimi storici (arriviamo in zona 12.000 $/t).

  • L’indice COT torna a spingersi verso valori molto elevati, 80–90, segno che gli speculatori sono di nuovo molto esposti sul lato long.

Il messaggio implicito è chiaro: Sul rame, il mercato speculativo è di nuovo abbondantemente carico di posizioni rialziste.

Il margine per ulteriori rialzi c’è, ma è sempre più condizionato alla tenuta della narrativa “deficit strutturale di rame” e alla stabilità del contesto macro.

Qualsiasi shock negativo – macro o politico – può trasformarsi in una violenta correzione, proprio perché c’è poco “combustibile short” da bruciare e tanta gente dalla stessa parte del tavolo.

2. Alluminio: Una Ripresa Lenta, Paziente E Molto Meno Speculativa

Se il rame è il protagonista energico che vive cicli emotivi violenti, l’alluminio è il personaggio più “razionale” del romanzo dei metalli: meno esplosioni, meno panico, più ciclicità industriale e meno volatilità speculativa.
Il grafico ce lo mostra con una chiarezza quasi didattica.

2.1. 2022: Dall’Euforia Alla Discesa Ordinata

All’inizio del 2022 l’alluminio è reduce dal grande rally post-pandemia, spinto dai colli di bottiglia energetici europei e dalla chiusura di capacità produttive ad alta intensità elettrica. Raggiunge area 3.800–4.000 $/t, livelli estremi rispetto alla media storica.

Guardiamo il COT:

  • L’indice è altissimo (intorno a 90–100).

  • Gli speculatori sono massicciamente long: il mercato sembra credere che la crisi energetica europea sia strutturale e che l’offerta di metallo primario crollerà.

Poi arriva il reality check:

  • I prezzi scendono rapidamente verso i 2.400–2.500 $/t, e successivamente oscillano poco sopra i 2.200–2.300 $/t.

  • Il COT index tracolla nella fascia 20–40, mostrando una disfatta ordinata degli speculatori.

È un classico caso di “crowded long → deleveraging”: tutti dalla stessa parte, poi tutti verso l’uscita.

Ma al contrario del rame, dove lo shock macro provoca una reazione emotiva, qui la discesa è più “fredda”: la dinamica domanda-offerta dell’alluminio è molto più legata ai cicli industriali e ai costi dell’energia, e meno alla narrativa di lungo periodo.

Cosa Ci Raccontano Le Posizioni COT Su Rame, Alluminio E Stagno

LME Cot Index Alluminio – Powered by Commodity Evolution

2.2. 2023: Lunghissimo Laterale E Posizionamento Nei Minimi

Il 2023 dell’alluminio è quasi piatto:

  • Prezzi tra 2.200 e 2.500 $/t.

  • Movimenti tecnici, ma nessun vero trend direzionale.

Il grafico del COT è ancora più eloquente: ci troviamo in una delle fasi più scariche della storia recente, spesso in zona 10–30.

Che cosa significa?

  1. Gli speculatori abbandonano completamente il metallo.

  2. Il mercato dell’alluminio in quel periodo è dominato da fondamentali “noiosi”: domanda debole, costi energetici normalizzati, Cina in surplus strutturale.

  3. La mancanza di narrativa = mancanza di speculatori.

Anzi, uno dei segnali più importanti è la assenza di posizioni short significative: il COT non va a zero perché non c’è nemmeno un forte posizionamento ribassista.
È semplicemente un mercato ignorato.

2.3. 2024: Il Risveglio E Il Ritorno Graduale Degli Speculatori

Nella prima parte del 2024 inizia un lento ma costante miglioramento:

  • I prezzi si portano sopra 2.300, poi 2.500, fino a testare più volte i 2.700–2.800 $/t, e infine puntare oltre i 2.900 nel 2025.

  • L’indice COT risale da livelli estremamente bassi a valori 45–60, con alcuni picchi in area 70–80.

Il punto chiave è che l’alluminio non ha un rally impulsivo come quello del rame. È un trend di recupero graduale, sostenuto da:

  • attese di deficit legati ai limiti di capacità elettrica in Cina,

  • possibili restrizioni alla raffinazione in Europa,

  • miglioramento dei margini downstream (laminati, estrusi),

  • dinamiche di scorte LME in calo.

La psicologia speculativa è diversa:

  • Nessuna euforia improvvisa.

  • Nessun crollo da short squeeze.

  • Una risalita “ragionata”, in cui gli speculatori rientrano lentamente e solo dopo aver visto i prezzi consolidare nuovi supporti.

2.4. 2025: Ancora Nessuna Euforia (Ed È Un Bene)

Nella parte finale del grafico, il prezzo è in un canale rialzista più chiaro. Ma ciò che colpisce è che:

  • Il COT non supera quasi mai i 90–100,

  • Rimane in una fascia “prudente”, tra 50 e 80.

In altre parole: Gli speculatori credono nel trend dell’alluminio, ma non lo stanno “correndo” come nel 2022.

Ed è un aspetto importantissimo:

  • Significa che c’è ancora spazio per posizioni long aggiuntive in caso di breakout strutturale.

  • Non esiste (per ora) il rischio di un crollo alimentato da posizioni troppo affollate sul lato long.

  • L’alluminio continua a essere un mercato dove i fondamentali contano più della narrativa speculativa.

È quasi l’opposto del rame, dove tutti inseguono la storia “superciclo + deficit”, caricando il mercato di rischi tecnici.

3. Stagno: Il Metallo Più Volatile, Ma Anche Il Più Misterioso

Lo stagno è un mercato minuscolo rispetto al rame e all’alluminio; per questo i movimenti speculativi sono amplificati. È un metallo dove:

  • pochi attori fanno la differenza,

  • gli shock di offerta (Birmania, Indonesia) possono muovere il prezzo del +30% o –30% in pochi giorni,

  • le scorte LME sono quasi irrilevanti,

  • la volatilità è congenita.

E il grafico COT lo riflette in pieno.

3.1. 2022: Crollo Verticale E Speculatori Che Spariscono

All’inizio del 2022 lo stagno quotava vicino ai 40.000–45.000 $/t, dopo il super-rally pandemico legato al boom dell’elettronica.

Poi la caduta:

  • I prezzi scendono improvvisamente verso 25.000, poi 20.000 e persino sotto.

  • Il COT index precipita da oltre 50 a quasi zero.

Qui non c’è prudenza, né transizione: è fuga vera e propria.

Gli speculatori si tolgono dal mercato perché:

  • la domanda elettronica post-Covid rallenta,

  • ritornano in funzione fonderie e miniere precedentemente interrotte,

  • il metallo ha perso la sua aura “di scarsità”.

Cosa Ci Raccontano Le Posizioni COT Su Rame, Alluminio E Stagno

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3.2. 2023: Lieve Recupero Ma Speculatori Ancora Disinteressati

Nel 2023 i prezzi oscillano nella fascia 23.000–30.000 $/t, un canale ampio ma privo di una direzione chiara.

Il COT index resta spesso tra 5 e 20, un valore bassissimo:

  • Gli speculatori considerano lo stagno un mercato troppo volatile rispetto al potenziale ritorno;

  • Non c’è una narrativa potente e convincente come nel rame;

  • Gli shock di offerta sono imprevedibili, ma non abbastanza “garantiti” per giustificare ingressi pesanti.

Lo stagno diventa così il “metallo fantasma”: pochi lo tradano, e quando lo fanno è solo per movimenti tattici.

3.3. 2024: Risveglio Impulsivo E Ritorno Degli Speculatori

Nel 2024 comincia una fase decisamente più dinamica:

  • I prezzi risalgono verso i 30.000 e poi 35.000 $/t.

  • Il COT rimbalza in area 50–60 e poi addirittura oltre.

Questa dinamica è molto diversa da quella dell’alluminio:

  • Non è un trend ordinato;

  • È un movimento speculativo puro, spesso guidato da voci su chiusure minerarie, restrizioni indonesiane, e tensioni sulla raffinazione cinese.

Lo stagno è un mercato “thin”, e gli speculatori lo sanno: basta poco capitale per muoverlo tanto.

3.4. 2025: Di Nuovo In Modalità Rally

Verso la fine del grafico, nel 2025:

  • I prezzi superano 38.000–40.000 $/t,

  • Il COT raggiunge livelli molto alti, intorno a 80–90.

A differenza dell’alluminio, dove il posizionamento è “moderato”, qui siamo in un contesto di forte speculazione long.

È un segnale: Lo stagno è entrato in una fase di euforia, e il rischio di volatilità esplosiva è molto alto.

Tutto dipende da quanto durerà la narrativa sulla restrizione dell’offerta. Se arriva una smentita o un annuncio inatteso (ad esempio nuove licenze minerarie o maggiore raffinazione cinese), il mercato può ribaltarsi in poche sedute.

4. Lettura Trasversale: Chi È Più A Rischio Di Correzione? Chi Ha Ancora Spazio Di Rally?

Analizzando insieme i tre mercati emergono conclusioni molto utili, soprattutto per capire dove gli speculatori stanno “correndo troppo” e dove invece ci sono margini per ulteriori salite.

4.1. Il Rame È Il Mercato Più Carico Di Speculatori
  • COT spesso sopra 80–90,

  • prezzo sui massimi storici,

  • narrativa fortissima (transizione energetica).

Rischio principale:

  • correzione da eccesso di posizionamento;

  • volatilità amplificata se arrivano dati macro deboli o un segnale di rallentamento cinese.

Catalizzatore per ulteriori rialzi:

  • tagli alla produzione mineraria;

  • deficit fisico più rapido del previsto.

4.2. L’Alluminio È Il Più “Sano”: Trend Ben Supportato E Speculatori Moderati
  • COT medio-alto ma non euforico;

  • trend rialzista ordinato;

  • fondamentali in graduale miglioramento.

Rischio basso-medio:
L’alluminio può scendere per motivi macro, ma non è in bolla speculativa.

Catalizzatore positivo:

  • restrizioni energetiche cinesi,

  • riaccensione dei costi elettrici europei,

  • riduzione più rapida delle scorte LME.

4.3. Lo Stagno È Il Più Volatile E Il Più Esposto A Shock Opposti
  • COT molto alto nel 2025;

  • rally speculativo evidente.

Rischio altissimo:
Basta una notizia sull’offerta per invertire il trend e creare movimenti del –10% in due giorni.

Catalizzatore rialzista:
Qualsiasi notizia sulle esportazioni indonesiane o sulle miniere birmane.

5. Conclusione: Tre Storie Molto Diverse Per Tre Metalli Diversi

Il rame racconta una storia di euforia macro-strutturale, con speculatori che inseguono i massimi.

L’alluminio racconta una storia di recupero lento e ordinato, dove gli speculatori tornano finalmente ma con prudenza.

Lo stagno racconta una storia di volatilità e speculazione estrema, dove piccoli cambiamenti nella narrativa possono muovere il prezzo in modo violento.

In poche parole:

  • Rame → rialzista ma sovraffollato;

  • Alluminio → rialzista e sano;

  • Stagno → rialzista ma molto fragile.

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