
L’acquisizione interamente azionaria proposta da Coursera (NYSE: COUR) di Udemy (UDMY) ha gettato le basi per una delle più grandi consolidazioni che il settore ed-tech abbia visto da anni.
L’accordo, valutato circa 2,5 miliardi di dollari, unirà due delle piattaforme di apprendimento online statunitensi più riconoscibili in un momento in cui il settore si sta orientando verso la formazione della forza lavoro guidata dall’IA.
Le azioni Udemy hanno aperto quasi il 30% in rialzo grazie alla notizia COUR di oggi – ma stanno invertendo alcuni di questi guadagni al momento della scrittura, mentre gli investitori valutano la probabilità di una revisione regolatoria prolungata.
L’azione dei prezzi riflette una posizione chiara: la fusione, secondo loro, è attraente sulla carta, ma tutt’altro che garantita un’approvazione antitrust senza intoppi.
Perché l’accordo Coursera-Udemy potrebbe non essere ben visto dai regolatori
Ottenere l’approvazione regolatoria per l’accordo con Udemy difficilmente sarà una passeggiata per Coursera, poiché sono due delle più grandi piattaforme statunitensi di MOOC e formazione per la forza lavoro.
Negli ultimi due anni, entrambi si sono fortemente riposizionati verso clienti enterprise in cerca di sviluppo di competenze in intelligenza artificiale.
Non si tratta più di un segmento di nicchia – è diventato un mercato strategicamente importante per governi e regolatori che considerano l’alfabetizzazione all’intelligenza artificiale una questione di competitività nazionale.
Una transazione che consolidi due grandi attori in questo settore potrebbe sollevare preoccupazioni sul potere di prettazione, sull’accesso ai contenuti di formazione e sulla capacità delle piattaforme più piccole di competere.
Cos’altro potrebbe ritardare l’approvazione dell’accordo tra Coursera e Udemy?
Uno degli aspetti più sensibili dell’accordo Coursera-Udemy è come la società combinata gestirà la grande quantità di dati generati dagli apprendenti aziendali.
Entrambe le piattaforme si affidano alla personalizzazione guidata dall’IA per adattare le raccomandazioni dei corsi, le valutazioni e i percorsi di sviluppo delle competenze.
Pertanto, i regolatori probabilmente indageranno se l’entità fusionata otterrà un controllo sproporzionato sui dati preziosi della formazione della forza lavoro.
Le preoccupazioni possono anche estendersi a come vengono addestrati gli algoritmi, a come vengono memorizzate le informazioni degli studenti e a se i concorrenti più piccoli saranno svantaggiati dall’accesso limitato a dataset comparabili.
Poiché l’accordo si colloca all’intersezione tra IA, privacy dei dati e sviluppo del mercato del lavoro, questa questione da sola potrebbe rallentare l’approvazione o innescare richieste di impegni comportamentali rigorosi.
Le autorità antitrust non favoriscono più la consolidazione tecnologica
L’ambiente normativo nel 2025-26 è nettamente più scettico nei confronti della consolidazione tecnologica rispetto ai cicli precedenti.
Sia le autorità statunitensi che quelle dell’UE hanno manifestato la loro disponibilità a contestare fusioni che si trovano in zone grigie, anche quando non presentano violazioni antitrust evidenti.
La privacy dei dati, i modelli di addestramento con IA e i flussi di informazioni transfrontalieri sono ora centrali nelle revisioni regolatorie, e l’accordo Coursera-Udemy si interseca con tutti e tre.
Pertanto, le autorità antitrust statunitensi potrebbero richiedere impegni dettagliati riguardo alla gestione dei dati, alla trasparenza algoritmica e alle relazioni istruttore-piattaforma.
In definitiva, anche se l’accordo dovesse essere concluso, è improbabile che lo avvenga rapidamente o senza concessioni.
L’attuale clima politico semplicemente non favorisce un’approvazione rapida per grandi fusioni tecnologiche, e questo accordo non farà eccezione.
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