Riepilogo del mercato di metà giornata negli Stati Uniti: SandP 500 in aumento dello 0,7% mentre i dati sull’occupazione sollevano il sentiment

US stocks rise midday as S&P 500 hits intraday record after jobs data eases recession fears and supports risk appetite.

Il SandP 500 è salito dello 0,7% a un nuovo record intraday venerdì, dopo la pubblicazione del rapporto sull’occupazione di dicembre, che ha mostrato un quadro del mercato del lavoro misto che ha calmato i timori di recessione.

Il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,9%, mentre il Dow Jones Industrial Average ha aggiunto 213,52 punti, ovvero lo 0,43%, chiudendo a 49.480,41 alla borsa di metà giornata.

I guadagni limitano la prima settimana di borsa completa del 2026 con solidi avanzamenti settimanali: il SandP 500 è in aumento di circa lo 0,9% da inizio settimana, mentre Dow e Nasdaq sono entrambi aumentati di circa l’1,8% e l’1,2%.

I dati sull’occupazione hanno rafforzato una narrazione che Wall Street ha adottato dalla fine del 2025: la Federal Reserve probabilmente rimarrà in sospeso a gennaio.

Questa certezza ha ridotto la volatilità e segnalato la disponibilità del mercato a mantenere azioni fino alla stagione degli utili del primo trimestre, un cambiamento psicologico chiave per il mercato.

Istantanea di mercato: Indici, ampiezza e settori mobili

I salari non agricoli sono aumentati di soli 50.000 a dicembre, restando nettamente al di sotto delle previsioni di 73.000 degli economisti di consenso Dow Jones e segnando un netto rallentamento rispetto alla cifra rivista di novembre di 56.000.

È fondamentale che nei mesi precedenti si siano registrate revisioni al ribasso per un totale di 76.000 posti di lavoro: 68.000 a ottobre, in calo rispetto a un calo iniziale di 105.000, e 8.000 a novembre, segnalando un mercato del lavoro più ristretto rispetto alle stime generali.

Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,4%, leggermente meglio del 4,5% previsto, mentre la crescita salariale è accelerata fino al 3,8% annuo, superando le aspettative del 3,6%.

Questo segnale misto, la debole creazione di posti di lavoro unita al calo della disoccupazione e all’accelerazione dei salari, hanno lasciato spazio ai toristi per sostenere che il mercato del lavoro rimanga resiliente.

Il settore del tempo libero e dell’ospitalità, il maggior numero di posti di lavoro, ha aggiunto 47.000 posti di lavoro, mentre la sanità è aumentata di 21.000.

Al contrario, l’occupazione nel commercio al dettaglio è diminuita di 25.000 persone e il governo ha aggiunto solo 2.000 posti di lavoro.

L’ampiezza dei guadagni si è orientata verso settori difensivi e ciclici, con settori finanziari e industriali che hanno superato.

Anche le azioni small-cap sono rialzate, con il Russell 2000 che ha partecipato ai guadagni della settimana.

I rendimenti dei Treasury sono rimasti altalenanti ma alla fine sono saliti dopo essere inizialmente scesi a causa del debole numero dei salari.

Il rendimento a 10 anni è salito al 4,187%, mentre quello a 2 anni è salito di 1 punto base fino al 3,505%, mentre i mercati hanno rivalutato la probabilità di un taglio dei tassi della Fed a fine gennaio a soli 5%, in calo rispetto al 12% di venerdì precedente.

L’indice del dollaro ha raggiunto un picco di quattro settimane a 99,091, riflettendo una rinnovata fiducia nella sostenibilità dell’economia statunitense.

Motori e prospettive

I catalizzatori previsionali includono la decisione politica della Federal Reserve del 28 gennaio, i dati sulle vendite al dettaglio e sull’inflazione della prossima settimana, e l’inizio della stagione degli utili.

Il mercato ha ora fissato una probabilità del 71% di 50 punti base di tagli totali dei tassi durante il 2026, anche se la tempistica rimane incerta.

Finché la Fed non segnala un pivot dovish o i dati economici non peggioreranno bruscamente, l’appetito al rischio sembra fermamente a favore delle azioni.

I guadagni riflettono un mercato che si sta ambientando nella prima settimana intera del 2026 con rinnovata convinzione: nessun imminente taglio dei tassi, ma nemmeno una recessione.

I trader probabilmente terranno d’occhio i relatori della Fed e i dati economici regionali la prossima settimana per testare questa tesi.

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