Trump minaccia il 100% di dazi sul Canada mentre l’accordo con la Cina riapre la frattura commerciale nordamericana

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di imporre imponenti dazi al Canada dopo che Ottawa ha provato a ripristinare i rapporti commerciali con la Cina, riaccendendo i timori di una rinnovata guerra commerciale nordamericana pochi mesi dopo che le tensioni sembravano attenuarsi.

In un post su Truth Social sabato, Trump ha detto che il Canada avrebbe dovuto affrontare un dazio del 100% su tutte le merci che entrano negli Stati Uniti se avesse rispettato gli accordi con Pechino che, a suo dire, potrebbero convogliare prodotti cinesi nei mercati americani.

Trump ha accusato il Primo Ministro canadese Mark Carney di tentare di trasformare il Canada in un “porto di sbarco” per le esportazioni cinesi, un’affermazione che sottolinea il crescente disagio di Washington riguardo alle ambizioni commerciali globali di Pechino.

“Se il governatore Carney pensa di fare del Canada un porto di consegna per la Cina per inviare merci e prodotti negli Stati Uniti, si sbagla gravemente,” ha scritto Trump, usando un titolo che ha ripetutamente usato per incriminare i leader canadesi.

La minaccia segnò un netto cambiamento di tono rispetto alle precedenti dichiarazioni in cui Trump aveva pubblicamente incoraggiato il Canada a dialogare con la Cina, dicendo: “Se riesci a ottenere un accordo con la Cina, dovresti farlo.”

L’inversione di rotta evidenzia la volatilità della politica commerciale degli Stati Uniti mentre Trump spinge gli alleati ad allinearsi più strettamente agli sforzi di Washington per limitare le esportazioni cinesi.

Il reset Canada-Cina attira l’ira degli Stati Uniti

La disputa segue una visita di Carney a Pechino la scorsa settimana, la prima di un primo ministro canadese in quasi un decennio.

Canada e Cina hanno concordato di rimuovere le barriere commerciali sui veicoli elettrici e sulla colza come parte di uno sforzo più ampio per riparare i rapporti tesi.

Ottawa ha inoltre accettato importazioni fino a 49.000 veicoli elettrici cinesi con un dazio del 6,1%, in netto calo rispetto alla barriera effettiva del 100% imposta dagli Stati Uniti tramite dazi e restrizioni normative.

Carney cerca di diversificare le relazioni commerciali del Canada e ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti, che assorbono circa tre quarti delle esportazioni canadesi.

Il suo governo si è promesso di raddoppiare le esportazioni verso partner non statunitensi nel prossimo decennio, con la Cina vista come un mercato critico, seppur politicamente sensibile.

Lo scambio di Davos affila la retorica

Le tensioni sono riemerse pubblicamente questa settimana al Forum Economico Mondiale di Davos.

Carney ha ricevuto elogi per un discorso in cui avvertiva che l’ordine internazionale basato sulle regole stava vivendo una “rottura, non una transizione” e esortava le potenze medie a collaborare.

Pur evitando di nominare Trump, le dichiarazioni sono state ampiamente interpretate come una reprimenda alla sempre più coercitiva posizione commerciale di Washington.

Trump ha risposto in modo schietto nei suoi commenti su Davos. “Il Canada vive grazie agli Stati Uniti”, ha detto.

“Ricordalo, Mark, la prossima volta che farai le tue dichiarazioni.”

I funzionari statunitensi hanno ribadito le critiche. Il Segretario al Commercio Howard Lutnick ha avvertito il Canada dal rafforzare i legami con la Cina, mentre il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha sollevato la retorica separatista dell’Alberta, commenti che hanno suscitato una dura critica da parte dei leader economici canadesi.

“Qui si stanno superando dei limiti”, ha detto Goldy Hyder, presidente del Business Council of Canada, definendo le dichiarazioni sulla sovranità dell’Alberta “del tutto inappropriate” e esortando i leader a de-escalare prima che i danni economici si diffondano.

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