Acciaio e alluminio: l’UE e gli Stati Uniti uniscono le forze per indagare sui prodotti cinesi

Acciaio e alluminio: l’UE e gli Stati Uniti uniscono le forze per indagare sui prodotti cinesi

L'UE si prepara a esaminare l'eccesso di capacità produttiva cineseL’Unione Europea (UE) si sta preparando a esaminare l’eccesso di capacità produttiva dell’industria siderurgica cinese, che potrebbe portare all’imposizione di una tariffa del 25% sulle importazioni di acciaio dalla seconda economia globale. Inoltre, l’alluminio è sotto esame all’interno dell’UE, con i responsabili che stanno valutando la possibilità di imporre una tariffa del 10% sulle spedizioni dalla Cina e da altre economie.

Questa indagine fa parte di un accordo politico con gli Stati Uniti, che dovrebbe essere presentato durante un vertice bilaterale a Washington la prossima settimana. L’accordo comporterà anche l’eliminazione di specifiche tariffe statunitensi sulle importazioni di acciaio e alluminio dall’UE. Alcune fonti dell’UE ne prevedono l’annuncio il 20 ottobre da parte del Presidente degli Stati Uniti Joe Biden, della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del Presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

Il potenziale accordo, ancora in fase di negoziazione, mira a sollevare le aziende europee dai dazi imposti dagli Stati Uniti su acciaio e alluminio durante l’amministrazione Trump. Contemporaneamente, senza nominare esplicitamente Pechino, un’indagine esaminerà le economie sospettate di sovvenzionare le loro industrie. La Cina sarebbe tra i Paesi che rientrano in questa categoria.

Questo duplice approccio da parte di Bruxelles cerca di affrontare i sussidi cinesi che hanno sconvolto le industrie metallurgiche globali, risolvendo al contempo i residui della guerra commerciale avviata dall’amministrazione Trump nei suoi rapporti con i partner transatlantici.

Inoltre, l’accordo consentirebbe ai responsabili politici dell’UE e degli Stati Uniti di concentrarsi sugli aspetti più complessi della carbon border tax dell’UE. Non è ancora stato deciso come le aziende siderurgiche statunitensi gestiranno questo meccanismo, in cui gli importatori europei pagheranno dazi corrispondenti alle emissioni generate durante la produzione.

E’ probabile che questa mossa provochi il disappunto della Cina, che ha messo in guardia Bruxelles dall’intraprendere azioni che potrebbero avere un impatto sulla sua industria siderurgica. Con l’acuirsi delle tensioni commerciali tra l’UE e la Cina, cresce l’attesa per l’imposizione di nuovi dazi. Questi potenziali dazi si aggiungerebbero a quelli già imposti dall’UE su alcuni prodotti siderurgici cinesi.

Inoltre, la Commissione europea ha avviato un’indagine sulle sovvenzioni nel settore dei veicoli elettrici in Cina, soprattutto a causa di un sostanziale aumento delle importazioni rispetto a un livello precedentemente basso. Inoltre, diversi commissari europei hanno discusso della possibilità di avviare un’indagine separata sulle turbine eoliche di produzione cinese.

I dati doganali relativi ai primi otto mesi del 2023 indicano una diminuzione delle importazioni di turbine eoliche cinesi nell’UE. Di conseguenza, è necessario un maggiore entusiasmo all’interno di specifici segmenti della commissione per aprire un’altra questione controversa con Pechino.

D’altra parte, alcuni sospettano che la Cina possa fornire sussidi per i componenti delle turbine eoliche. Il capo della concorrenza dell’Unione Europea, Didier Reynders, ha recentemente affermato che nel settore dell’energia eolica potrebbero esserci componenti in grado di competere con le controparti cinesi.

Un funzionario dell’UE ha osservato che la situazione è complessa e che il gruppo ha bisogno di ulteriori prove. Tuttavia, il funzionario ha avvertito che un’indagine di questo tipo rimane una linea d’azione plausibile.

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