In risposta alla decisione degli Stati Uniti di aumentare i dazi sull’alluminio e sull’acciaio cinesi, il Canada si è impegnato fermamente a proteggere il proprio mercato dal diventare un canale secondario per i prodotti cinesi deviati. Mentre gli Stati Uniti aumentano le tariffe su specifiche importazioni cinesi al 25% dal 7,5%, colpendo oltre 1 miliardo di dollari di merci, il Canada si impegna a proteggere la propria industria dal potenziale afflusso.
Il solido sistema canadese di intervento sul commercio, progettato per contrastare le importazioni in dumping e sovvenzionate, mira a salvaguardare i lavoratori canadesi e il settore dell’alluminio dalla concorrenza sleale. Sebbene il Ministro delle Finanze Chrystia Freeland stia ancora valutando le tariffe americane, non ha escluso ulteriori azioni per prevenire la distorsione del mercato.
Fonti di mercato consigliano di imporre tempestivamente dazi canadesi sull’alluminio cinese per scoraggiare preventivamente un reindirizzamento da parte degli Stati Uniti. Si critica la lentezza del processo di correzione del commercio e si suggerisce di imporre dazi mirati ai sensi della sezione 53 della legge canadese sulle tariffe doganali per contrastare le importazioni sovvenzionate e sostenere gli accordi commerciali. Il timore è che, senza un’azione decisa, il Canada possa diventare un canale di trasbordo dell’alluminio cinese nel mercato statunitense.
La Casa Bianca giustifica l’aumento dei dazi sottolineando le pratiche di produzione sleali della Cina, che sottopongono i prodotti di alluminio statunitensi a prezzi artificialmente bassi e a emissioni più elevate. Con l’intensificarsi della campagna presidenziale statunitense, entrambi i candidati sono in lizza per dimostrare una posizione dura nei confronti della Cina, inasprendo le tensioni commerciali.
Il rallentamento dell’economia cinese, causato da problemi del mercato immobiliare e dalle passate chiusure per pandemia, ha portato a una sovrapproduzione in settori come quello dei veicoli elettrici. Questo surplus, combinato con un consumo interno contenuto, alimenta strategie di esportazione aggressive, inasprendo i conflitti commerciali con gli Stati Uniti.
La posizione proattiva del Canada e la potenziale implementazione di tariffe mirate riflettono un approccio strategico per mantenere la stabilità e l’equità del mercato nel settore dell’alluminio. Con l’evolversi delle dinamiche commerciali globali, la vigilanza e le risposte politiche tempestive saranno fondamentali per navigare in queste acque economiche complesse.
Nel frattempo, l’alluminio primario LME a 3 mesi incremento il rialzo dello 0,23% (12:44 ora Italia) rispetto alla chiusura del giorno precedente, attestandosi in area 2.606 $/ton.
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