Analisi del Mercato del Rame a Novembre: Volatilità, Elezioni USA e delusione dalla Cina

Analisi del Mercato del Rame a Novembre: Volatilità, Elezioni USA e delusione dalla Cina

Il prezzo del rame LME sta segnando una flessione del 7%

Nel mese di novembre, Il prezzo del rame LME sta segnando una flessione del 7% rispetto alle quotazioni di fine ottobre, invertendo il trend rialzista del mese precedente.

Dopo aver dominato il comparto dei metalli di base, il rame ha raggiunto un picco il 3 ottobre per poi subire una correzione, scendendo del 5,21% dalla chiusura di settembre. Il rame ha mostrato una volatilità significativa nel post-elezioni USA, ma cosa significa questo per la futura stabilità del mercato?

Prezzi del Rame e la Reazione alle Elezioni USA: Volatilità ma Nessun Vero Breakout

La reazione dei prezzi del rame alle elezioni statunitensi è stata irregolare e caratterizzata da ampie oscillazioni. Nonostante i movimenti a breve termine, il prezzo non è riuscito a uscire dalla fascia di oscillazione e ha mostrato una tendenza ribassista, chiudendo il 13 novembre con una quotazione intorno a 9.000 $/ton.

Il 2024 è stato un anno particolarmente movimentato per il rame. Dopo un 2023 relativamente stabile, i prezzi sono rapidamente aumentati all’inizio del primo trimestre, toccando un nuovo massimo storico il 22 maggio. Tuttavia, la corsa è stata seguita da un’altrettanta rapida inversione a causa delle pressioni di un mercato ben fornito che ha messo in difficoltà gli speculatori.

A metà del quarto trimestre, i prezzi sembrano essersi stabilizzati in seguito all’elezione del nuovo presidente USA. Una presidenza Trump e un Congresso probabilmente controllato dai Repubblicani porterebbero alcuni potenziali stimoli per il mercato del rame, ma con riserve.

Il prezzo del rame LME sta segnando una flessione del 7%

Rame LME – 3 mesi $/ton giornaliero

Le misure infrastrutturali finanziate dall’IRA (Inflation Reduction Act) e dal Bipartisan Infrastructure Law rimarranno in vigore, ma l’intenzione di Trump di revocare altri finanziamenti potrebbe influenzare la domanda di rame in settori chiave come i veicoli elettrici (EV), gli elettrodomestici elettrici, le torri eoliche e il solare.

In particolare, la minaccia di tagli ai sussidi per le tecnologie a elevato consumo di rame lascia dubbi tra gli investitori, che potrebbero prevedere una domanda inferiore alle aspettative dalle rinnovabili. Tuttavia, settori come l’elettrificazione dei data center continuano a sostenere la domanda, suggerendo che l’impatto dei tagli potrebbe non essere uniforme.

Cina e la Delusione per i Pacchetti di Stimolo: Un Segnale Negativo per i Mercati

Sul fronte internazionale, la Cina ha deluso le aspettative con il suo ultimo pacchetto di stimolo economico. Prima dell’annuncio, i mercati speravano che Pechino avrebbe compensato il precedente pacchetto di settembre, considerato insufficiente.

Il pacchetto, presentato dopo l’incontro del Comitato Permanente del Congresso Nazionale del Popolo cinese (tenutosi dal 4 all’8 novembre), prevede un investimento da 1.4 trilioni di dollari, ma è focalizzato sulla riduzione del debito per i governi locali, senza stimoli diretti per il settore immobiliare e le costruzioni.

Questa mancanza di stimolo diretto ha provocato una reazione negativa sui mercati, con l’indice CSI 300 che ha perso terreno subito dopo l’annuncio, fermandosi al di sotto dei livelli raggiunti dopo il pacchetto di settembre.

La domanda di rame riflette questa delusione, con il premio del rame Yangshan in continua discesa dal suo picco di inizio ottobre, indicando una domanda debole e un atteggiamento cautelativo degli investitori.

Il prezzo del rame LME sta segnando una flessione del 7%

Rame Polizza Di Carico Yangshan – Cina euro/ton – Powered by Commodity Evolution

Tagli dei Tassi in Cina: Un’Iniziativa Inefficace?

Gli ultimi annunci della Cina ricordano il ciclo di tagli dei tassi degli Stati Uniti, dove la Federal Reserve ha ridotto i tassi rispettivamente di 50 e 25 punti base a settembre e novembre. Sebbene questi tagli siano mirati a contrastare gli effetti deflazionistici degli stimoli, l’effetto deprezzativo sul dollaro dovrebbe teoricamente favorire la rivalutazione delle altre valute.

La Cina potrebbe seguire questo esempio e implementare ulteriori misure di stimolo nei prossimi mesi, ma la capacità di Pechino di offrire un pacchetto di stimolo più consistente è vista dai mercati con scetticismo. Con una popolazione in calo e una spesa dei consumatori debole, la domanda interna di rame rimane incerta.

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