
Wall Street ha chiuso in rialzo per la quinta sessione consecutiva mercoledì, con il Dow Jones Industrial Average che ha guadagnato circa 300 punti raggiungendo un nuovo record mentre gli investitori hanno accolto segnali di inflazione più deboli del previsto.
Anche il SandP 500 ha raggiunto un record intraday di 6.937 nonostante una varietà di varietà, anche se azioni tecnologiche come Nvidia hanno ritirato bruscamente a causa della pausa nei test Intel 18A che ha pesato sul sentimento sui semiconduttori.
Il trading è stato compresso nella chiusura anticipata delle 13:00 ET, limitando il volume ed esagerando le mosse mentre Wall Street si avvicinava alle vacanze natalizie.
Chiusura di Wall Street: cosa ha mosso il mercato oggi
L’aumento dello 0,6% del Dow ha segnato una leadership di azioni finanziarie, industriali e difensive, una rotazione lontana dalla tecnologia mega-cap che ha dominato la sessione di martedì.
Le prime richieste di sussidi di disoccupazione sono scese a 214.000 nella settimana terminata il 20 dicembre, superando le aspettative di 220.000 e segnando il secondo calo settimanale consecutivo.
I numeri hanno rassicurato i trader che il mercato del lavoro non stava peggiorando, nonostante il tasso di disoccupazione di novembre abbia raggiunto il massimo quadriennale del 4,6%.
I dati suggerivano che l’economia aveva sufficiente resilienza per evitare tagli aggressivi dei tassi della Fed, a sostegno della richiesta di un calendario di tagli dei tassi nel 2026.
Tuttavia, le azioni tecnologiche hanno avuto difficoltà quel giorno. Nvidia è sceso dello 0,32%, chiudendo a 188,61 dollari, mentre le conseguenze della pausa dell’Intel 18A continuavano a mettere sotto pressione il sentiment dei semiconduttori.
Il Nasdaq più ampio è sceso leggermente sotto la linea neutra mentre gli investitori ricalibrano l’esposizione all’IA e ai chip in vista della pausa natalizia.
Nel frattempo, il SandP 500 è rimasto sostanzialmente stabile ma ha raggiunto un record intraday di 6.937 punti, suggerendo che, sebbene gli indici principali si siano ampliati, l’ampiezza sottostante sia rimasta disomogenea.
I beni di consumo di prima rete e l’industria hanno avuto risultati superiori, segnalando che i trader stavano ruotando verso posizioni più difensive e cicliche invece di puntare tutto sulla tecnologia.
L’oro è saltato suonando i 4.500 dollari all’oncia mentre le tensioni geopolitiche in Venezuela e le aspettative di eventuali tagli dei tassi della Fed hanno alimentato la domanda di rifugi sicuri.
I prezzi del petrolio sono rimasti stabili dopo i recenti guadagni, mentre le metriche di volatilità sono rimaste compresse in vista della festività.
Cosa significa questo per gli investitori
Il Babbo Natale, storicamente il periodo stagionale più forte del mercato (ultimi cinque giorni di negoziazione di dicembre più i primi due di gennaio), di solito offre un rendimento medio dell’1,3% nel 78% dei casi.
Gli investitori dovrebbero monitorare tre segnali entro la fine dell’anno: (1) qualsiasi commento da parte di funzionari della Federal Reserve che suggerisca la pazienza di gennaio riguardo ai tagli dei tassi; (2) dati sulle prossime vendite al dettaglio e sull’edilizia immobiliare che potrebbero scuotere la convinzione sulla sostenibilità economica; e (3) se l’ampiezza si espanda o si contragge nel nuovo anno.
La chiusura anticipata delle 13:00 comprime la liquidità, il che significa che i movimenti possono invertirsi rapidamente quando il trading normale riprende venerdì.
Il vero rischio è che i mercati abbiano previsto due tagli dei tassi per il 2026, mentre le previsioni della Fed suggeriscono solo uno.
Se i dati di gennaio accelerano nuovamente l’inflazione, questa discrepanità potrebbe innescare una correzione brusca.
Per ora, la chiusura record del Dow offre una base più solida rispetto al ritiro di Nvidia, un segnale che la solidità economica duratura, e non solo l’entusiasmo dell’IA, sta guidando il rally di fine anno.
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