
Secondo i dati pubblicati dal London Metal Exchange (LME) il 10 settembre 2024, la quota di scorte di alluminio di origine russa nei magazzini approvati dal LME è aumentata ulteriormente, raggiungendo il 67% nel mese di agosto, rispetto al 65% registrato a luglio.
Questo incremento evidenzia una tendenza costante, iniziata nei mesi precedenti, con una crescita significativa che si può osservare dall’inizio dell’anno.
Analisi delle dinamiche globali
Nel grafico allegato, che rappresenta le percentuali di scorte di alluminio di origine russa sul totale nei magazzini approvati dal LME, è evidente come le quote abbiano subito variazioni importanti. Si osserva un picco significativo nel terzo trimestre del 2023, con un aumento continuo fino ai primi mesi del 2024. Il dato si riallinea a un livello superiore rispetto al passato, segnalando un crescente dominio dell’alluminio russo sui mercati internazionali, in particolare attraverso il canale LME.
Variazioni nella provenienza dell’alluminio
Parallelamente, i dati del LME rivelano un calo delle scorte di alluminio proveniente dall’India, che ha rappresentato il 31% delle scorte totali di agosto, in calo rispetto al 33% di luglio. Questo riflette un equilibrio mutevole nella distribuzione globale delle materie prime, con la Russia che continua a consolidare la sua posizione dominante.
Fattori determinanti
Le sanzioni economiche imposte alla Russia a causa della guerra in Ucraina hanno avuto un impatto paradossale. Nonostante le restrizioni internazionali, il commercio di materie prime russe, come l’alluminio, ha trovato canali alternativi e continua ad avere un ruolo centrale nei mercati mondiali, soprattutto grazie al supporto di paesi che non hanno aderito completamente alle sanzioni occidentali.
Questo ha permesso alla Russia di aumentare progressivamente la propria quota nei mercati di esportazione. L’elevata domanda globale di alluminio, soprattutto nei settori della produzione industriale e delle infrastrutture, ha reso inevitabile l’uso di materiale di origine russa per soddisfare il fabbisogno delle aziende, nonostante le pressioni politiche.
Situazione del rame
Anche nel mercato del rame si registrano dinamiche simili. La Cina ha continuato a detenere la quota più grande delle scorte di rame nei magazzini approvati dal LME, con il 56% delle riserve totali di agosto. Tuttavia, la Russia detiene una quota del 16% di queste scorte, rafforzando ulteriormente la sua presenza nei mercati globali delle materie prime.
Implicazioni per il futuro
Con la crescente dipendenza dalle riserve di materie prime russe da parte del mercato, c’è un’incognita su come questa tendenza evolverà nel lungo termine, in particolare con la possibilità di ulteriori sanzioni o cambiamenti nelle alleanze politiche ed economiche globali.
Le aziende che operano nel settore della produzione e della lavorazione dei metalli dovranno monitorare attentamente l’evoluzione dei flussi commerciali e delle politiche internazionali. Il consolidamento della Russia come principale fornitore di alluminio e rame nel mercato LME rappresenta non solo una sfida, ma anche un’opportunità per diversificare le fonti di approvvigionamento o per stabilire nuove rotte commerciali più resilienti a future perturbazioni geopolitiche.
In sintesi, l’immagine del mercato globale delle materie prime continua a cambiare rapidamente, con la Russia che emerge come un attore chiave nonostante le complessità politiche e le tensioni economiche internazionali.
L’articolo Crescita delle scorte di alluminio di origine russa nei magazzini approvati LME: una panoramica dei trend del 2024 proviene da Commodity Evolution.



