I banchieri ripongono speranze sulle grandi IPO per invertire il crollo delle quotazioni a Londra nel 2026

I banchieri d’investimento guardano al 2026 come un potenziale punto di svolta per il mercato iniziale di offerta pubblica (IPO) di Londra, in difficoltà, scommettendo che un piccolo numero di grandi quotazioni di alto profilo potrebbe aiutare a ristabilire la fiducia dopo un altro anno deludente per le nuove quotazioni.

Le speranze di una ripresa nel 2025 sono svanite quando la volatilità dei mercati legata alle politiche tariffarie del presidente USA Donald Trump ha eroso la fiducia nei consigli di amministrazione a livello globale.

Diverse aziende hanno sospeso o abbandonato i piani di quotazione, mentre altre, incluso il gruppo fintech Wise, hanno spostato le loro quotazioni principali a New York.

Il rallentamento ha intensificato le preoccupazioni sulla competitività a lungo termine della Borsa di Londra (LSE).

Un contesto difficile per le IPO di Londra

La portata delle sfide di Londra è stata sottolineata dalla sua debole performance nella raccolta fondi.

Nei primi nove mesi del 2025, la LSE ha raccolto meno fondi dalle nuove quotazioni rispetto ad alcune borse internazionali più piccole, riflettendo la mancanza di IPO di dimensioni significative.

Sebbene il sentiment sia migliorato leggermente verso la fine dell’anno, l’attività complessiva è rimasta contenuta.

Queste includevano annunci della banca britannica Shawbrook, del produttore di maschere a LED Beauty Tech e del venditore di tonno in scatola Princes Group.

Lo sviluppatore di data center Fermi e il gruppo industriale Metlen hanno optato per una doppia quotazione, mentre la Magnum Ice Cream Company, nata da Unilever, ha scelto Amsterdam come sede principale mantenendo però una quotazione nel Regno Unito.

In totale, nel 2025 ci sono state 22 IPO a Londra, con una raccolta di £2,1 miliardi, secondo i dati della LSE fino al 22 dicembre.

Questo ha rappresentato un miglioramento rispetto al 2024, quando 16 IPO hanno raccolto 766 milioni di sterline, ma l’attività è rimasta ben al di sotto delle norme storiche.

I consiglieri sostengono che il problema di Londra sia stata la mancanza di ampiezza e profondità nell’offerta.

Richard Fagan, responsabile dell’originazione di Shore Capital, ha dichiarato in un rapporto del FT di aspettarsi più inserzioni di alta qualità e condizioni di prezzo favorevoli per i venditori nel 2026.

Visma e la ricerca di un catalizzatore

I banchieri credono che una grande IPO di successo possa fungere da catalizzatore, incoraggiando altre aziende a seguirlo.

Uno dei candidati più seguiti da vicino è Visma, il gruppo norvegese di software sostenuto da Hg Capital, che sta valutando una quotazione valutata circa 19 miliardi di euro già nella prima metà del 2026.

Visma ha scelto Londra invece di Amsterdam, una decisione che i consulenti ritengono simbolica per il mercato britannico.

L’accordo metterebbe alla prova se le recenti riforme normative e i cambiamenti alle regole sugli indici—come consentire alle società che segnalano l’euro, di aderire al FTSE 100—stiano rendendo Londra più attraente.

Charlie Walker, vice amministratore delegato della LSE, ha affermato che prima delle recenti riforme, le regole sulla quotazione fungevano da ostacoli alle nuove quotazioni, con disposizioni diverse che ponevano sfide per diverse aziende piuttosto che una barriera unica e chiara.

Oltre a Visma, i consulenti stanno monitorando una lunga lista di potenziali candidati per IPO nei settori fintech, assicurativo e altri, anche se la concorrenza da New York rimane intensa.

Fintech, consumatori e concorrenti internazionali

Diverse fintech con sede nel Regno Unito sono state collegate a IPO, ma molte restano indecise su tempi e sede.

Si prevede ampiamente che Revolut rimarrà privato oltre il 2026.

Il gruppo di pagamenti di proprietà di Santander, Ebury, ha sospeso un processo di quotazione a Londra ma potrebbe riprenderlo, mentre i piani di Monzo sono stati complicati da cambiamenti nella gestione e tensioni tra azionisti, spingendo qualsiasi quotazione fino alla fine del 2026 o oltre.

Starling Bank valuta un debutto ma potrebbe optare per una doppia quota New York e Londra.

Altri potenziali candidati includono il verificatore di credito ClearScore, la società di pagamenti Zilch e il gruppo di lettori di pagamenti SumUp, anche se molti sono ancora in una fase iniziale.

Nel settore assicurativo, il broker Howden sta valutando una quotazione a Londra che potrebbe valutarla a circa £23 miliardi, anche se recenti acquisizioni statunitensi potrebbero indirizzarla verso New York.

Il gruppo di assicurazioni cyber CFC sta lavorando a una possibile quotazione da 5 miliardi di sterline.

Anche i gruppi all’estero sono al centro dell’attenzione.

CK Hutchison sta valutando l’inserimento in quota per il suo business salute e bellezza AS Watson e per la sua unità telecomunicazioni, che include il marchio mobile Three Mobile.

Londra è considerata una candidata più forte per la quotazione nel settore delle telecomunicazioni.

Altrove, la catena veterinaria IVC Evidensia, il libraio Waterstones, la società di viaggi LoveHolidays, il proprietario di Autoglass Belron e il minatore uzbeko Navoi Mining and Metallurgical Company sono tra coloro che valutano i debutti a Londra.

I banchieri sostengono che, se alcuni di questi accordi avranno successo, potrebbero aiutare a ristabilire lo slancio di un mercato che ha faticato a competere a livello globale, rendendo il 2026 un anno cruciale per le ambizioni IPO della City.



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