La banca d’investimento statunitense Goldman Sachs ha dichiarato che la nuova carbon tax dell’UE colpirà maggiormente i produttori di acciaio indiani a causa dell’aumento delle vendite nella regione e dell’incremento dell’intensità di carbonio.
Secondo il rapporto, nei prossimi 10 anni l’India potrebbe subire un’imposta aggiuntiva di 102-109 dollari/tonnellata sulle vendite di acciaio in Europa. L’imposta aggiuntiva rappresenterà il 15-28% degli attuali prezzi dell’acciaio laminato a caldo, ipotizzando un prezzo del carbonio di 70 dollari/tonnellata.
Il meccanismo di regolamentazione delle emissioni di carbonio alle frontiere dell’UE prevede l’imposizione di dazi sui prodotti importati, come l’acciaio, per mantenere gli standard fissati in materia di inquinamento.
L’intensità di carbonio delle acciaierie indiane sarebbe più elevata rispetto ai livelli europei e mondiali, perché producono principalmente con il carbone, e quindi potrebbero essere soggette a dazi più elevati.
I produttori indiani, una delle parti più contrarie ai potenziali effetti della carbon tax, la considerano una barriera commerciale. Inoltre, l’amministrazione di Nuova Delhi sta negoziando con l’UE per ottenere concessioni.
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