Gli Stati Uniti non ospitano una fonderia di stagno dal 1991, anno della chiusura dell’impianto di Longhorn in Texas.
Questa struttura, costruita nel 1942 con fondi federali per ridurre la dipendenza dalle importazioni durante la Seconda Guerra Mondiale, ha rappresentato un pilastro strategico per la produzione di stagno destinato a scopi militari, come la realizzazione di lattine per alimenti destinati ai soldati.
Oggi lo stagno rimane un metallo cruciale, ma il suo utilizzo è cambiato: è fondamentale per la saldatura dei circuiti elettronici. Tuttavia, gli Stati Uniti dipendono ancora per il 75% del loro consumo annuale da importazioni.
Con riserve interne inesistenti e nessuna miniera attiva, l’unica strada per ridurre questa dipendenza è quella di intensificare il riciclo.
Iniziative del Governo: Espansione della Capacità di Riciclo
Il Dipartimento della Difesa (DOD) ha recentemente assegnato 19 milioni di dollari alla Nathan Trotter & Co., un’azienda statunitense di riciclo di stagno secondario, per aumentare la capacità domestica di riciclo e intercettare una maggiore quantità delle 38.000 tonnellate di rottami di stagno esportate ogni anno.
Questo tipo di riciclo, spesso definito “urban mining”, rappresenta un elemento essenziale nella strategia di autosufficienza per i metalli critici.
Non solo stagno: il governo sta finanziando altre iniziative per il riciclo di materiali strategici.
Il Dipartimento dell’Energia (DOE), ad esempio, ha stanziato 22 milioni di dollari per modernizzare le operazioni di riciclo della Golden Aluminum in Colorado e ha destinato fino a 270 milioni di dollari per incrementare la capacità di riciclo del rame presso l’impianto di Wieland a Shelbyville, Kentucky.
Inoltre, il DOE sta costruendo da zero una catena di riciclo per le batterie dei veicoli elettrici (EV), finanziando nuove tecnologie di smistamento dei rottami e il trasporto di batterie usate.
I Vantaggi dell’Urban Mining
Il riciclo dei metalli presenta vantaggi significativi rispetto all’estrazione primaria. Non solo è più economico, ma richiede anche fino al 90% di energia in meno rispetto alla produzione di metallo vergine.
Questo lo rende una soluzione decisamente più ecologica, con una riduzione delle emissioni di gas serra fino all’80%, secondo un rapporto dell’International Energy Agency (IEA).
Dal punto di vista della sicurezza nazionale, aumentare la produzione di metalli critici tramite il riciclo offre un ulteriore vantaggio: un processo di autorizzazione più breve rispetto alla costruzione di nuove miniere, spesso soggette a lunghe e controverse approvazioni.
Potenziale Inespresso e Sfide del Riciclo
Nonostante i vantaggi, il riciclo non può sostituire completamente la necessità di nuove miniere, ma può ridurre la domanda globale di estrazione primaria di 25-40% entro il 2050, secondo l’IEA. Tuttavia, il pieno potenziale del riciclo rimane ancora inespresso.
Ad esempio, la quota di rame secondario nel consumo globale è scesa dal 37% nel 2015 al 33% nel 2023, e quella del nichel è calata dal 33% al 26% nello stesso periodo. Un’eccezione è rappresentata dall’alluminio, che ha visto un incremento dal 32% al 35%, grazie a programmi di gestione dei rifiuti ben strutturati e normative favorevoli Leggi per approfondire
Negli Stati Uniti, la situazione è meno rosea. La quota di rame riciclato nel consumo nazionale si attesta al 30%, al di sotto della media globale. Il Paese esporta grandi quantità di rottami di rame e alluminio, molti dei quali finiscono in Cina, evidenziando la carenza di infrastrutture per la lavorazione dei rottami a fine vita, che richiedono smistamento e smantellamento meticolosi.
Un altro dato allarmante riguarda il riciclo delle lattine di alluminio, tra i prodotti più facili da reintrodurre nella catena produttiva: negli Stati Uniti, il tasso di riciclo è inferiore al 50%, traducendosi in una perdita di 800 milioni di dollari l’anno di risorse che finiscono in discarica, abbastanza da costruire una nuova fonderia primaria.
La Sfida delle Batterie per Veicoli Elettrici
Il riciclo delle batterie dei veicoli elettrici presenta sfide uniche. Mentre il recupero di metalli preziosi come nichel e cobalto può essere redditizio, le batterie al litio-ferro-fosfato (LFP), che rappresentano ormai il 40% del mercato globale, hanno un valore inferiore, rendendo meno conveniente il loro riciclo.
Per queste, potrebbe essere necessario adottare modelli di prezzo alternativi, come il riciclo basato su tariffe fisse.
Un’altra complicazione è la mancanza di un quadro normativo globale per il riciclo delle batterie esauste. I codici di smaltimento per la “massa nera”, la miscela concentrata di catodi e anodi, variano ampiamente tra Paesi e regioni. Inoltre, la Cina domina ancora la fase intermedia della catena di approvvigionamento, alimentando una nuova dipendenza per i Paesi occidentali.
Un Modello di Successo: Le Batterie al Piombo
Nonostante le sfide, esistono esempi di successo. Le batterie al piombo-acido, classificate come pericolose per la salute, vantano tassi di riciclo fino al 99% nei Paesi sviluppati. Questo modello dimostra che un mix di politiche nazionali e internazionali può trasformare il riciclo in una soluzione efficace per ridurre la dipendenza dalle miniere.
Come il governo statunitense sta scoprendo, investire nella capacità di lavorazione dei rottami è più economico e sostenibile rispetto alla costruzione di nuove miniere. Soprattutto, garantisce che i metalli critici rimangano “catturati” nel mercato domestico, rafforzando la sicurezza economica e industriale del Paese.
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