
In una mossa coraggiosa per rafforzare la propria posizione a livello mondiale, il Venezuela ha proposto di sfruttare le sue vaste riserve di petrolio per entrare a far parte del gruppo BRICS, che comprende Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica.
Questa spinta verso l’inclusione avviene in un momento di notevole instabilità politica e di difficoltà economiche nel Paese.
Il presidente Nicolás Maduro ha pubblicamente affermato l’ambizione del Venezuela di entrare a far parte dei BRICS durante una recente trasmissione del suo programma radiofonico, “Con Maduro de Repente”.
“Il Venezuela rinasce sia internamente che esternamente”
Maduro ha descritto l’iniziativa come un passo fondamentale verso l’integrazione del Venezuela in un nuovo ordine mondiale, sottolineando la resilienza del Paese nonostante le sanzioni e l’aggressione internazionale.
“Il Venezuela sta rinascendo sia internamente che esternamente”, ha dichiarato, esprimendo un senso di ottimismo circa la potenziale adesione ai BRICS.
Il ministro degli Esteri Yván Gil ha fatto eco all’entusiasmo di Maduro durante la riunione dei ministri degli Esteri dei BRICS+.
Gil ha sottolineato i risultati ottenuti dal Venezuela e il suo potenziale contributo al gruppo BRICS, suggerendo che l’adesione rinvigorirebbe i processi basati sulla solidarietà e porterebbe avanti l’eredità della visione dell’ex leader Hugo Chávez.
Ha sottolineato che l’integrazione del Venezuela nei BRICS sarebbe una mossa strategica contro l’imperialismo e il neocolonialismo.
Il rafforzamento dei legami con la Russia è stato un elemento chiave della strategia del Venezuela.
Al recente vertice BRICS+ tenutosi a Nizhny Novgorod, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e il ministro degli Esteri venezuelano Yván Gil hanno firmato un accordo per resistere alle sanzioni statunitensi, a dimostrazione di un rafforzamento delle relazioni russo-venezuelane.
Questa partnership mira a rafforzare il sostegno economico e diplomatico di fronte alle pressioni occidentali.
Joaquín Pérez Ayestarán, ambasciatore del Venezuela all’ONU, ha espresso grandi speranze per l’adesione del Paese ai BRICS, sottolineando che le vaste riserve di petrolio del Venezuela rappresentano una risorsa preziosa per le risorse collettive del gruppo.
Si aspetta che la decisione ufficiale sulla candidatura del Venezuela ai BRICS venga annunciata al prossimo vertice dei BRICS a Kazán, in Russia, in programma in ottobre.
Ha tuttavia riconosciuto che, qualora la candidatura non avesse successo, il Venezuela continuerà a impegnarsi a partecipare attivamente sulla scena internazionale.
Più una questione di strategia geopolitica che di benefici economici immediati?
Nonostante queste ambizioni, il Venezuela deve affrontare diversi ostacoli.
Secondo i dati dell’OPEC, la produzione di petrolio del Venezuela è stata inferiore di 76.000 barili al giorno rispetto a quanto riportato dal Ministero del petrolio a luglio, arrivando a un totale di 852.000 barili.
Questo deficit produttivo evidenzia le sfide in corso nel settore petrolifero del Paese.
L’economista Henkel García di Econométrica suggerisce che il tentativo del Venezuela di entrare a far parte dei BRICS è più una questione di strategia geopolitica che di benefici economici immediati.
Egli sottolinea che l’attenzione sembra essere rivolta all’ottenimento del sostegno dei paesi BRICS per rafforzare le alleanze nel contesto di dinamiche globali in continua evoluzione.
García sottolinea inoltre che le manovre geopolitiche, come l’allineamento con paesi in contrasto con gli Stati Uniti, potrebbero avere conseguenze significative che vanno oltre le mere considerazioni economiche.
Nel frattempo, l’economista venezuelano Alejandro Grisanti è scettico sui benefici pratici che l’adesione ai BRICS potrebbe apportare al Venezuela.
Sostiene che i membri dei BRICS sono caratterizzati dalle loro grandi economie e popolazioni, criteri che il Venezuela non soddisfa. Grisanti paragona l’economia del Venezuela a quella della Repubblica Dominicana e la sua popolazione a quella di Panama e Costa Rica, mettendo in discussione il potenziale impatto economico dell’adesione ai BRICS.
Per lui la potenziale adesione è più un gesto politico che un catalizzatore per un miglioramento economico significativo o per un rating creditizio più elevato.
La spinta del Venezuela ad entrare nei BRICS, spinta dalle sue riserve petrolifere e dalle alleanze strategiche, evidenzia una complessa interazione tra geopolitica e aspirazioni economiche.
Resta ancora da vedere se questa mossa si tradurrà in benefici tangibili o rimarrà un gesto simbolico.
The post Il Venezuela cerca l’adesione ai BRICS con un’offerta strategica di petrolio in mezzo alle turbolenze politiche appeared first on Invezz
