India e la Nuova Proposta di Dazio Anti-Dumping sull’Alluminio Cinese: Un Conflitto tra Protezione Industriale e Rischi Economici

India nuova proposta di dazio anti-dumping fogli di alluminio contro la CinaQuesta settimana, l’India ha fatto notizia con una nuova proposta di dazio anti-dumping contro la Cina, questa volta mirata alle importazioni di fogli di alluminio.

Il dipartimento sotto il Ministero del Commercio e dell’Industria indiano ha proposto di imporre un dazio anti-dumping sulle importazioni di fogli di alluminio cinesi, seguendo le numerose lamentele dei produttori nazionali riguardo all’invasione del mercato da parte di prodotti a basso costo.

Questo articolo esplora le ragioni dietro questa mossa, le sue implicazioni per l’industria indiana dell’alluminio, e il contesto più ampio delle tensioni commerciali tra Cina e altri paesi asiatici.

Il Ruolo del Foglio di Alluminio e il Problema delle Importazioni Cinesi

I fogli di alluminio sono un materiale fondamentale utilizzati principalmente per l’imballaggio, essenziale per conservare e preservare i prodotti alimentari. Tuttavia, l’aumento delle importazioni dalla Cina ha messo sotto pressione i produttori indiani, con almeno il 30% del mercato interno dominato da prodotti cinesi, nonostante l’India abbia una capacità di produzione interna sufficiente per soddisfare la domanda.

Secondo uno studio di mercato condotto dalla Direzione Generale dei Rimedi Commerciali (DGTR), questa situazione ha spinto l’industria locale a richiedere protezione attraverso l’imposizione di dazi.

L’inchiesta iniziale dell’India è partita a marzo 2024, in seguito alle lamentele di alcuni produttori indiani, tra cui Hindalco, uno dei principali produttori di alluminio del paese.

La Proposta di Dazio Anti-Dumping

Le indagini anti-dumping sono spesso condotte per determinare se l’afflusso di importazioni a basso costo stia danneggiando le industrie locali. Una volta concluse le indagini, il Ministero delle Finanze decide se applicare o meno i dazi. Nel caso attuale, il DGTR ha proposto un dazio compreso tra 619 e 873 dollari USA per tonnellata sulle importazioni di fogli di alluminio cinesi.

Tale proposta arriva in un momento in cui le esportazioni cinesi di fogli di alluminio sono aumentate significativamente. Secondo un rapporto del Shanghai Metals Market, le esportazioni cinesi di fogli di alluminio hanno raggiunto 130.100 tonnellate nel maggio di quest’anno, con un aumento del 7% rispetto al mese precedente.

Paesi come l’India, l’Indonesia, la Thailandia e il Messico stanno assistendo a un afflusso di queste esportazioni cinesi, con l’India che rappresenta il 60% delle destinazioni principali per queste esportazioni.

Il Contesto delle Indagini Anti-Dumping: Non Solo l’India

L’India non è l’unico paese ad aver avviato un’indagine anti-dumping contro la Cina. Solo pochi mesi fa, il Dipartimento del Commercio Estero della Thailandia ha avviato una simile indagine sull’alluminio estruso proveniente dalla Cina, dopo che i produttori locali si erano lamentati degli effetti devastanti delle importazioni a basso costo sulla loro economia.

La Thailandia ha già imposto dazi anti-dumping e limiti alle importazioni di prodotti in acciaio provenienti da paesi come Cina, Taiwan, Giappone e Vietnam, e ha ora avviato l’indagine sulle importazioni di alluminio estruso.

Secondo alcuni rapporti, se le accuse risultassero fondate, verranno annunciati nuovi dazi per i prossimi cinque anni.

Dilemmi e Preoccupazioni nell’Industria Indiana

Tuttavia, la proposta di un nuovo dazio anti-dumping in India non è priva di controversie. Alcune aziende hanno avvertito il DGTR che l’introduzione di un dazio potrebbe danneggiare i produttori a valle, poiché potrebbero non essere in grado di reperire materiali di alta qualità in tempo.

Inoltre, queste aziende hanno espresso preoccupazione che un tale provvedimento potrebbe creare un monopolio nel mercato interno, con effetti negativi sull’industria indiana dell’imballaggio flessibile.

Inoltre, la recente decisione del governo indiano di imporre l’obbligo che tutti i nuovi prodotti contengano almeno il 5% di alluminio riciclato a partire dall’anno fiscale 2027-28 avrà senza dubbio un impatto sui settori dei metalli non ferrosi, come alluminio, rame e zinco.

Tale mossa potrebbe influire ulteriormente sulle dinamiche del mercato, rendendo ancor più complessa la gestione delle importazioni e della produzione interna.

L’Industria Cinese dell’Alluminio: Produzione ai Massimi Storici

Mentre l’India e altri paesi cercano di proteggere le loro industrie, l’industria cinese dell’alluminio continua a crescere a ritmi record. La produzione di alluminio primario in Cina si sta avvicinando ai livelli record dell’anno scorso, grazie alla riapertura di capacità precedentemente sospese nella provincia di Yunnan.

Secondo l’International Aluminium Institute, la produzione è aumentata del 6,34% su base annua, raggiungendo 3,69 milioni di tonnellate a luglio.

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La produzione nazionale si avvicina ora a un tasso annualizzato di 43,0 milioni di tonnellate, avvicinandosi ai massimi registrati a settembre e ottobre dello scorso anno. Le migliori condizioni climatiche nella provincia di Yunnan hanno alleviato le carenze energetiche, permettendo alle autorità locali di revocare le restrizioni operative e riavviare circa 1,15 milioni di tonnellate di capacità produttiva che era stata chiusa a novembre scorso.

Un Futuro di Incertezze per il Mercato dell’Alluminio

La proposta di dazio anti-dumping dell’India contro le importazioni di fogli di alluminio cinesi è solo l’ultimo capitolo di una serie di misure protettive adottate da diversi paesi per tutelare le loro industrie. Mentre queste misure possono offrire un sollievo a breve termine per i produttori locali, sollevano anche preoccupazioni riguardo a possibili monopolizzazioni e impatti negativi sulle industrie a valle.

Nel frattempo, la continua espansione della produzione di alluminio in Cina, insieme alle crescenti esportazioni, rappresenta una sfida significativa per i mercati globali, con potenziali implicazioni per i prezzi e la disponibilità dei materiali.

In definitiva, il panorama globale dell’alluminio rimane altamente volatile e influenzato da una complessa rete di fattori economici, politici e ambientali. Gli attori del settore dovranno monitorare attentamente l’evolversi delle politiche commerciali e delle dinamiche di mercato per navigare con successo in un ambiente sempre più competitivo e imprevedibile.

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