
La Cina ha introdotto un nuovo insieme di regolamenti sull’e-commerce volti a controllare come le sue più grandi piattaforme online competono, segnalando una rinnovata spinta a stabilizzare un settore scosso da aggressivi sconti e guerre di sussidi, ha detto un rapporto di Bloomberg.
Le misure, presentate mercoledì, prendono di mira le pratiche commerciali delle principali piattaforme che, secondo i regolatori, hanno distorto gli ordini di mercato e esercitato una crescente pressione sui piccoli commercianti.
Situate in un contesto di maggiore scrutinio dal 2025, le regole riflettono lo sforzo di Pechino per ricalibrare la concorrenza in un vasto ecosistema retail che coinvolge centinaia di milioni di consumatori.
Nuove regole per le piattaforme
Le linee guida vietano alle grandi piattaforme di e-commerce di costringere i commercianti online a partecipare a promozioni o campagne di sconti.
Aziende come Alibaba Group Holding Ltd., JD.com Inc. e Meituan sono state in passato avvertite contro pratiche che, secondo i regolatori, spingono i venditori a tagli di prezzo o accordi esclusivi.
Le regole entreranno in vigore a febbraio e seguono una serie di avvisi provenienti da Pechino che mettono in guardia le piattaforme contro tattiche accusate di ostacolare la concorrenza leale.
Le autorità hanno sostenuto che costringere i commercianti a promozioni a livello di piattaforma indebolisce il loro potere negoziale e mina le pratiche commerciali sostenibili in tutto il settore.
Influencer sotto scrutinio
Accanto alle misure focalizzate sulla piattaforma, i regolatori hanno anche introdotto restrizioni rivolte agli influencer online.
Un insieme separato di regolamenti, pubblicato congiuntamente dall’Amministrazione Statale per la Regolamentazione dei Mercati e dall’Amministrazione del Cyberspazio della Cina, vieta agli influencer di fare affermazioni false o fuorvianti durante la promozione di prodotti.
Questa mossa amplia la supervisione regolatoria oltre le piattaforme stesse, a una catena più ampia di digital commerce, riflettendo il ruolo crescente che gli influencer svolgono nell’aumentare le vendite.
I funzionari hanno sempre più collegato le promozioni online fuorvianti a danni ai consumatori e al disordine di mercato, spingendo a una supervisione più stretta dei creatori di contenuti e al commercio in diretta streaming.
Reazione del mercato
L’annuncio ha influito sui prezzi delle azioni in tutto il settore.
Il titolo Alibaba è sceso fino al 4,2% a Hong Kong, guidando i cali tra i pari come Kuaishou, JD e Meituan.
La reazione ha evidenziato le preoccupazioni degli investitori sul fatto che regole più rigide potrebbero limitare strategie di crescita basate su sussidi e forti promozioni.
I regolatori cinesi hanno intensificato la supervisione sul panorama retail ed e-commerce dal 2025, soprattutto dopo che Alibaba, JD e Meituan hanno investito miliardi di dollari in incentivi per ottenere un vantaggio nella consegna dei pasti e negli acquisti online.
I controllori hanno ripetutamente criticato pratiche come i rimborsi senza domande e gli accordi di esclusività, sostenendo che svantaggiano i piccoli commercianti e distorcono la concorrenza.
Pressione sui profitti
La spinta regolatoria avviene in un contesto di erosione dei margini nell’industria dell’e-commerce. Gli sconti dilaganti e le prolungate battaglie sui sussidi hanno avuto un impatto sulla redditività, soprattutto mentre la domanda dei consumatori rimane contenuta.
A novembre, Meituan ha sottolineato quella che ha definito una concorrenza irrazionale quando ha riportato la sua prima perdita in quasi tre anni, sottolineando la pressione finanziaria della rivalità a tre con Alibaba e JD.
La Cina ha già una legge sull’e-commerce, ma le ultime normative sono pensate per affrontare direttamente le condotte scorrette specifiche per piattaforma.
Rafforzano inoltre gli obblighi delle aziende di proteggere i dati dei consumatori e degli utenti. Le violazioni possono comportare avvertimenti e multe, aggiungendo un ulteriore livello di rischio per le aziende che non modificano le proprie pratiche.
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