Le azioni di Seven & I salgono alle stelle mentre Couche-Tard presenta un’offerta di acquisizione record da 5 trilioni di yen

Seven & i Holdings Co., uno dei principali colossi della vendita al dettaglio in Giappone, ha visto lunedì le sue azioni salire del 22,7% a ¥ 2.161, registrando il più grande guadagno giornaliero mai registrato.

L’impennata è seguita all’annuncio che l’azienda aveva ricevuto una proposta di acquisizione dal gestore canadese di minimarket Alimentation Couche-Tard Inc.

L’offerta, il cui valore stimato è di 5 trilioni di yen (34,3 miliardi di dollari), potrebbe potenzialmente trasformarsi nella più grande acquisizione straniera nella storia del Giappone.

Potenziale per un cambiamento radicale nel panorama della vendita al dettaglio in Giappone

La proposta, descritta da Seven & i come “riservata e preliminare”, è attualmente al vaglio di un comitato indipendente, e non è stata ancora presa alcuna decisione se accettarla o respingerla.

Questo sviluppo segue un rapporto di Nikkei, che ha evidenziato l’entità dell’offerta in relazione alla capitalizzazione di mercato della società.

Se l’accordo andasse in porto, potrebbe segnare un cambiamento significativo nel settore della vendita al dettaglio in Giappone, data la portata e l’influenza di Seven & i.

Seven & i è stata pressata dal fondo attivista ValueAct Capital Management LP affinché riconsiderasse la sua strategia aziendale.

Il rivenditore ha già preso misure per affrontare queste preoccupazioni, tra cui l’avvio di un riacquisto e l’esplorazione della possibilità di una quotazione separata per la sua divisione supermercati, Ito-Yokado.

Ciò consentirebbe all’azienda di concentrarsi maggiormente sulla sua catena di minimarket, che costituisce il fulcro delle sue attività.

Le ambizioni globali di Couche-Tard

Alimentation Couche-Tard, che opera a livello mondiale con un valore di mercato di 80 miliardi di dollari canadesi (58,5 miliardi di dollari), gestisce negozi di alimentari con il proprio marchio, oltre a Circle K e Ingo.

L’approccio dell’azienda nei confronti di Seven & i è probabilmente guidato dall’opportunità di acquisire asset di alta qualità, in particolare nel settore dei minimarket, che ha rappresentato un’area di crescita fondamentale per entrambe le aziende.

I negozi 7-Eleven di Seven & i sono tra i suoi asset più noti, ma il portafoglio dell’azienda è diversificato e comprende i ristoranti Denny’s in Giappone, la catena di supermercati Ito-Yokado e persino la sua divisione bancaria.

Il marchio 7-Eleven, originariamente americano, è stato acquisito interamente dal rivenditore giapponese Ito-Yokado nel 2005.

Da allora, è diventato un elemento fondamentale delle attività di Seven & i, che ora comprende un impero di 85.000 minimarket, stazioni di servizio e punti vendita al dettaglio in tutto il mondo.

L’interesse di Couche-Tard arriva in un momento in cui 7-Eleven sta cercando di rilanciare le sue attività negli Stati Uniti, puntando a replicare il successo ottenuto in Giappone.

Anche la debolezza dello yen potrebbe aver giocato un ruolo nella scelta dei tempi di Couche-Tard, rendendo le attività giapponesi più attraenti per gli investitori stranieri.

Risposta degli investitori e prospettive future

La risposta degli investitori alla proposta di acquisizione è stata estremamente positiva, come si evince dal notevole aumento del prezzo delle azioni di Seven & i.

Gli analisti restano cauti circa il potenziale impatto di una transazione di così vasta portata sul mercato al dettaglio giapponese.

Amir Anvarzadeh, stratega di Asymmetric Advisors Pte., ha osservato che Seven & i è stato un “rivenditore al dettaglio con performance insufficienti” negli ultimi anni, con lenti progressi nei suoi sforzi di ristrutturazione.

Ha ipotizzato che la dismissione delle attività non strategiche potrebbe rivelarsi vantaggiosa per l’azienda nel lungo termine.

L’esito di questa proposta potrebbe creare un precedente per future acquisizioni straniere in Giappone, un mercato tradizionalmente considerato resistente a tali mosse.

Per Seven & i, la decisione se accettare o meno l’offerta di Couche-Tard dipenderà probabilmente da un’attenta valutazione dei suoi obiettivi strategici a lungo termine e dei potenziali vantaggi di rimanere indipendenti rispetto all’entrare a far parte di un’entità globale più grande.

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