
Il titolo Micron (NASDAQ: MU) è saltato di quasi il 10% venerdì, spinto da una tempesta perfetta di scarsità di fornitura, un momentum record degli utili e aggressivi rivalutazioni di Wall Street.
L’impennata azionaria riflette la convinzione di Wall Street che Micron sia entrata in un’era strutturale di potere di prezzo e espansione dei margini legata alla costruzione dell’infrastruttura di intelligenza artificiale.
Nelle prime scambi, il produttore di chip di memoria ha raggiunto i livelli più alti finora, segnalando che il ciclo dei semiconduttori è cambiato radicalmente.
Guida e pressione HBM: perché i numeri di Micron sono importanti
Il catalizzatore del rally odierno risale agli utili del primo trimestre fiscale di Micron del 17 dicembre, che hanno annientizzato le aspettative e scosso la Street.
L’azienda ha riportato un utile per azione di 4,78 dollari contro le aspettative di 3,94 dollari, un superamento del 21%.
I ricavi sono stati di 13,6 miliardi di dollari, superando la stima consensuale di 12,8 miliardi di dollari.
Ancora più importante, le previsioni per il secondo trimestre di Micron hanno segnalato uno slancio ancora più forte: l’azienda prevede ricavi di 18,7 miliardi di dollari con utili per azione tra 8,22 e 8,62 dollari, cifre che gli analisti stimano di gran lungo.
La vera storia, però, sta nella provvista.
Micron ha rivelato che l’intera capacità della sua memoria ad alta larghezza di banda (HBM) per il calendario 2026 è già esaurita.
Il CEO Sanjay Mehrotra ha dichiarato durante la teleconferenza economica che l’azienda può soddisfare solo circa il 50–67% della domanda dei clienti perché la produzione di HBM è molto limitata.
Questa carenza strutturale si traduce direttamente nel potere di stabilire i prezzi: i modelli Bernstein suggeriscono che i prezzi medi di vendita della DRAM manterranno aumenti del 20–25% trimestre su trimestre durante la prima metà del 2026.
Con margini lordi che sono saliti al 56,8% nel primo trimestre (in aumento dell’11% in sequenza), il titolo Micron sta catturando una redditività eccezionale sia da HBM che dalla memoria tradizionale.
Azioni Micron: Posizionamento che amplifica i rally
Il movimento del 10% di oggi si è amplificato oltre i fondamentali grazie a una confluenza di meccanismi di mercato.
Bernstein SocGen Group ha emesso venerdì mattina un notevole miglioramento, portando il prezzo obiettivo da 270 a 330 dollari, un salto di 60 dollari che ha costretto i gestori di portafoglio a una rivalutazione.
L’analista dell’azienda Mark Li ha citato un “reset strutturale” nei prezzi della memoria e nei modelli per l’EPS 2026 di Micron nell’intervallo di 32–40 dollari, implicando una crescita annua di quasi il 300%.
Non era l’unica voce a spostarsi in modo bullish; il rally ha provocato molteplici revisioni da parte di analisti a Wall Street.
Lo slancio del settore ha aggiunto carburante.
Anche Samsung Electronics e SK Hynix, principali concorrenti di Micron, hanno raggiunto la ripresa il 2 gennaio, con Samsung che ha raggiunto i massimi storici dell’entusiasmo degli investitori per i progressi su HBM4.
Queste mosse tra pari hanno confermato la tesi che l’intero spazio di memoria beneficia del capex fuori controllo dell’IA.
Anche gli interessi brevi contavano. Micron ha mantenuto circa 25,15 milioni di azioni short (circa il 2,24% del float), con solo 1,21 giorni da coprire al volume di scambi recente.
Sebbene la base short di Micron sia modesta, qualsiasi rivalutazione al rialzo copre, accelerando i rialzi nelle prime ore del mattino, quando il volume è più basso e la liquidità più ristretta.
Con l’allungarsi dei cicli di investimenti e la nuova capacità produttiva ancora lontana anni, lo status di esaurito di Micron fino al 2026 rappresenta il massimo voto di fiducia nel suo potere di prezzo.
Gli investitori stanno praticamente scommettendo che questo mercato della memoria “più alta per più tempo” persista fino a metà 2026, a sostegno di una rivalutazione pluriennale.
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