Le importazioni di carbone da coke della Turchia hanno registrato un significativo incremento nel mese di ottobre 2024, consolidando una tendenza annuale di forte crescita.
Secondo i dati rilasciati dall’Istituto turco di statistica (TUIK), le quantità importate hanno raggiunto 439.700 tonnellate, segnando un aumento del 4,3% su base mensile e del 18,9% rispetto allo stesso mese del 2023.
Questo incremento riflette non solo la crescente domanda interna, ma anche il ruolo strategico che il carbone da coke continua a svolgere nell’industria siderurgica turca.
L’impatto economico delle importazioni
In termini di valore, le importazioni di carbone da coke nel mese di ottobre hanno generato ricavi pari a 101,06 milioni di dollari, con un aumento del 18,7% rispetto al mese precedente e del 13,6% su base annua.
Questo risultato evidenzia l’aumento dei prezzi medi del carbone da coke sui mercati internazionali, nonché il rafforzamento della dipendenza turca da questa risorsa critica per alimentare la sua industria pesante.
Crescita cumulativa nel 2024
Nei primi dieci mesi del 2024, la Turchia ha importato un totale di 4.697.039 tonnellate di carbone da coke, con un incremento annuo del 22,2%. Il valore complessivo di queste importazioni è salito a 1,22 miliardi di dollari, in crescita del 15,3% rispetto allo stesso periodo del 2023.
Questo aumento delle importazioni riflette l’espansione del settore industriale turco, in particolare la produzione di acciaio, che richiede ingenti quantità di carbone da coke per alimentare gli altiforni. Tuttavia, evidenzia anche la vulnerabilità della Turchia alle fluttuazioni dei prezzi globali e alla dipendenza da fornitori esteri.
Principali fornitori di carbone da coke per la Turchia
L’Australia si conferma il principale fornitore di carbone da coke per la Turchia, con un volume di 2.481.396 tonnellate esportate nei primi dieci mesi del 2024. Questo dato sottolinea il ruolo dominante dell’Australia come partner commerciale strategico nel settore delle materie prime per la Turchia.
Gli Stati Uniti occupano il secondo posto con 1.819.099 tonnellate esportate nello stesso periodo, a dimostrazione dell’importanza crescente delle relazioni economiche tra i due Paesi.
La Russia, nonostante le tensioni geopolitiche, si posiziona al terzo posto tra i fornitori di carbone da coke per la Turchia, con 283.475 tonnellate esportate. Questo dato è particolarmente interessante, poiché evidenzia che la Turchia continua a diversificare le sue fonti di approvvigionamento nonostante le complessità politiche e logistiche.
| Paese | Gennaio-Ottobre 2023 (mt) | Gennaio-Ottobre 2024 (mt) | Variazione annuale | Ottobre 23 | Ottobre 24 | Variazione annuale % |
| Australia | 2.172.834 | 2.481.396 | 14,2 | 145.139 | 346.285 | 138,6 |
| U.S.A. | 963.511 | 1.819.099 | 88,8 | 215.438 | 76.411 | -64,5 |
| Russia | 379.152 | 283.475 | -25,2 | 9372 | 17.003 | 81,4 |
| Colombia | 165.358 | 113.068 | -31,6 | – | – | – |
Le ragioni dietro l’aumento delle importazioni
L’aumento delle importazioni di carbone da coke da parte della Turchia è guidato da diversi fattori:
- Espansione dell’industria siderurgica: La produzione di acciaio in Turchia è in forte crescita, con una domanda sempre maggiore di carbone da coke come combustibile essenziale per gli altiforni.
- Carenza di risorse domestiche: La Turchia non dispone di riserve significative di carbone da coke, rendendo necessaria l’importazione per soddisfare le esigenze industriali.
- Aumento della domanda globale: La ripresa economica globale post-pandemia ha portato a una maggiore competizione per le risorse energetiche e industriali, spingendo la Turchia a garantire forniture affidabili attraverso contratti a lungo termine con Paesi esportatori.
Prospettive per il futuro
Con la domanda di acciaio destinata a crescere ulteriormente nel 2025, le importazioni di carbone da coke della Turchia potrebbero continuare a salire. Tuttavia, questa dipendenza da fornitori esteri potrebbe rappresentare una sfida in caso di aumenti significativi dei prezzi o di instabilità geopolitiche.
Per mitigare questi rischi, la Turchia potrebbe considerare:
- Diversificazione delle fonti: Espandere i rapporti commerciali con altri Paesi produttori di carbone da coke.
- Investimenti nelle energie alternative: Ridurre gradualmente la dipendenza dal carbone da coke tramite l’introduzione di tecnologie verdi nell’industria siderurgica.
- Sviluppo delle infrastrutture logistiche: Migliorare le capacità portuali e ferroviarie per ottimizzare il trasporto e ridurre i costi di importazione.
L’incremento delle importazioni di carbone da coke nel 2024 sottolinea l’importanza strategica di questa risorsa per l’economia turca, ma pone anche interrogativi sulla sostenibilità di una tale dipendenza nel lungo termine.
Con una domanda interna in continua espansione e mercati globali sempre più competitivi, la Turchia si trova di fronte alla sfida di bilanciare crescita economica e sicurezza energetica.
L’articolo L’impennata delle importazioni di carbone da coke in Turchia nel 2024: analisi dettagliata e prospettive proviene da Commodity Evolution.


