La Commissione europea fornirà un finanziamento fino a 370 mln di euro (401,8 milioni di dollari) per sostenere lo sviluppo di un polo dell’idrogeno green in Italia finalizzato alla decarbonizzazione dell’industria siderurgica.
Le società energetiche Edison e Saipem, insieme al gestore di investimenti green Sosteneo SGR, hanno visto il loro progetto Puglia Green Hydrogen Valley selezionato nell’ambito dello schema IPCEI Hy2Infra. Il programma di finanziamento annunciato all’inizio del mese ha premiato 33 progetti di infrastrutture verdi per l’idrogeno in sette Paesi dell’UE.
Il progetto italiano, ritenuto di importanza e interesse comune, riguarda la costruzione di due elettrolizzatori con una capacità totale di 160 megawatt. Gli impianti di Brindisi e Taranto dovrebbero produrre 250 milioni di metri cubi all’anno di idrogeno green. Il combustibile pulito sarà fornito all’industria locale, in particolare al polo siderurgico pugliese.
Gli utenti finali avranno accesso all’idrogeno green attraverso una rete di idrogenodotti dedicata che sarà realizzata da Snam. Il progetto, premiato anche nell’ambito del programma Hy2Infra, prevede il trasporto del combustibile tra Brindisi e Taranto. L’avvio delle attività è previsto per il 2028.
Il finanziamento IPCEI rappresenterà il principale motore per lo sviluppo della filiera dedicata alla produzione di idrogeno verde in Europa e supporterà la Puglia Green Hydrogen Valley nel perseguimento dei progetti di decarbonizzazione.
L’hub pugliese consentirà principalmente l’utilizzo di idrogeno nei futuri impianti di produzione di ferro ridotto diretto nella regione, tra cui l’acciaieria di Taranto.
DRI D’Italia, una società di proprietà dell’agenzia statale per gli investimenti Invitalia, guiderà la potenziale applicazione dell’idrogeno nel processo siderurgico, in collaborazione con un consorzio di produttori di acciaio. Hanno finalizzato uno studio di fattibilità per la creazione di impianti DRI a idrogeno per sostituire i combustibili fossili e decarbonizzare la produzione di acciaio nel Paese.
L’ingegnerizzazione e la costruzione di questi impianti è prevista per la prima metà del 2026, consentendo l’inizio delle operazioni nella seconda metà del 2026, secondo DRI D’Italia.
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