Il settore siderurgico italiano si trova in una fase complessa, caratterizzata da un calo della domanda, pressioni sui costi di produzione e una concorrenza sempre più aggressiva proveniente dall’Asia.
Questo contesto colpisce trasversalmente diversi comparti dell’acciaio, dal tondo per cemento armato alle lamiere da treno, fino ai prodotti lunghi in acciaio inossidabile. Le dinamiche attuali del mercato riflettono una situazione di incertezza che, secondo gli esperti, potrebbe protrarsi almeno fino alla metà del 2025.
Tondo per cemento armato: un lieve rialzo tra costi crescenti e domanda debole
Il tondo per cemento armato, uno dei prodotti fondamentali nel settore edilizio, ha registrato un modesto aumento dei prezzi rispetto al mese scorso, interrompendo momentaneamente un trend discendente iniziato lo scorso giugno.
Questo rialzo è stato in parte influenzato dall’aumento delle quotazioni del rottame e dal rincaro dei costi energetici, che hanno visto un incremento di oltre 10 €/t rispetto a ottobre.
Secondo un manager di acciaieria:
“La maggiore preoccupazione è data dal costo dell’energia, che sta erodendo ulteriormente i margini di profitto.”
Attualmente, la maggior parte dei produttori punta a stabilizzare i prezzi base attorno ai 300 €/t partenza, ma le transazioni più recenti si sono concluse tra i 280-290 €/t. Alcuni operatori segnalano offerte più basse, fino a 270 €/t, ma ci si aspetta un riallineamento verso valori più alti a breve termine.
Sul fronte dell’export, le quotazioni si attestano intorno ai 570-575 €/t FOB, con una domanda internazionale che si mantiene più stabile rispetto al mercato interno.
Nonostante questo, la debolezza della domanda interna spinge molte acciaierie a pianificare lunghe fermate produttive, previste tra le 2 e le 4 settimane a dicembre, per adeguarsi alla riduzione dell’attività.
Lamiere da treno: fragili segnali di ripresa, ma il mercato resta incerto
Anche il segmento delle lamiere da treno vive una fase di debolezza, con un calo di 150 €/t dai massimi di inizio anno. Tuttavia, nelle ultime due settimane si è registrato un lieve rialzo dei prezzi, portando alcune transazioni a superare i 660 €/t.
Un operatore del settore ha spiegato:
“Chi è tornato ad acquistare recentemente ha dovuto pagare di più, ma la scarsa propensione all’acquisto limita ulteriori aumenti.”
Le aziende di carpenteria medio-pesante sembrano essere le meno colpite, grazie a una discreta visibilità sugli ordini fino a marzo 2024, mentre i centri servizi e altre realtà che lavorano su base giornaliera soffrono maggiormente. In generale, la prudenza domina il mercato: si tende a comprare il minimo indispensabile e le aspettative per un recupero dei prezzi restano scarse.
Secondo la maggior parte degli intervistati, la situazione attuale dovrebbe protrarsi almeno fino alla fine del primo trimestre 2024, con eventuali segnali di ripresa posticipati alla seconda metà dell’anno.
Prodotti lunghi in acciaio inossidabile: la competizione asiatica mette in difficoltà l’Europa
Il mercato dei prodotti lunghi in acciaio inossidabile continua a essere caratterizzato da una domanda estremamente debole e da una concorrenza estera sempre più aggressiva, in particolare dall’India. Secondo gli operatori, la capacità dei produttori asiatici di offrire prezzi significativamente più bassi ha ridotto ulteriormente la marginalità delle aziende europee, portando molte acciaierie italiane a operare al “bottom price”.
Un operatore ha sottolineato:
“La competizione asiatica è insostenibile. I differenziali di prezzo sono troppo elevati, e questo rende difficile per i produttori europei competere.”
I prezzi dei prodotti lunghi sono rimasti stabili nelle ultime settimane, ma la situazione generale non lascia spazio a grandi ottimismi. Secondo le previsioni, il 2025 potrebbe seguire le orme del 2024, con una ripresa improbabile almeno fino al secondo semestre.
Un mercato sotto pressione: sfide interne ed esterne
Le difficoltà del mercato siderurgico italiano riflettono una combinazione di fattori interni ed esterni:
- Costi di produzione in aumento: il rincaro dell’energia e delle materie prime sta comprimendo i margini.
- Domanda stagnante: la debolezza dell’edilizia e della carpenteria medio-pesante incide sulla capacità dei produttori di applicare aumenti di prezzo.
- Concorrenza internazionale: i produttori asiatici, soprattutto indiani e cinesi, continuano a dominare il mercato globale con prezzi più competitivi.
Conclusioni: incertezza nel breve termine, speranze nel lungo periodo
Con l’avvicinarsi del 2024, il settore siderurgico italiano si prepara ad affrontare un periodo di sfide significative. La combinazione di domanda debole, costi crescenti e concorrenza estera richiede strategie innovative e interventi strutturali per garantire la sostenibilità del settore.
Se, da un lato, il primo trimestre 2024 appare già segnato da difficoltà, dall’altro resta la speranza che una graduale ripresa economica e una maggiore stabilità internazionale possano offrire un respiro di sollievo ai produttori italiani nella seconda metà dell’anno.
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