Minerali critici: l’Australia valuta la creazione di una task force con le autorità americane

Minerali critici: l’Australia valuta la creazione di una task force con le autorità americane

Attirare le aziende minerarie a stabilire le loro attività in AustraliaL’Australia sta discutendo la creazione di una task force per i minerali critici con le autorità americane. Questa task force si concentrerebbe sull’aumento degli investimenti privati nell’industria australiana delle terre rare, riducendo al contempo la dipendenza mondiale dalla Cina per questi importanti materiali. Il 4 novembre Anthony Albanese, primo ministro australiano, si recherà in Cina, il principale partner commerciale dell’Australia, per discutere di varie questioni commerciali, tra cui quelle relative ai minerali critici.

L’obiettivo principale di questa mossa è quello di attirare le aziende minerarie e di lavorazione, soprattutto quelle statunitensi, a stabilire le loro attività in Australia.

Questo cambiamento di strategia arriva quando l’Australia prevede una diminuzione delle entrate derivanti dalle esportazioni di combustibili fossili a causa degli sforzi globali per ridurre le emissioni di carbonio. I dati del governo mostrano che le esportazioni australiane di litio hanno avuto un valore di 20 miliardi di dollari australiani (12 miliardi di dollari) nell’anno conclusosi a giugno.

Secondo le previsioni del governo, i guadagni di questo settore potrebbero presto essere pari a quelli delle esportazioni di carbone termico entro il 2028.

L’Australia è ricca di risorse minerarie e si colloca tra i primi tre Paesi a livello globale in termini di risorse recuperabili per una serie di minerali critici come la bauxite, il cobalto, il rame, il litio, il manganese, il nichel, il tungsteno, il vanadio e lo zinco. Sorprendentemente, l’80% dell’Australia rimane inesplorato per questi minerali, il che significa che esistono molte opportunità per nuove scoperte.

Poiché l’economia globale attribuisce maggiore importanza a minerali critici come il litio, il rame, il cobalto e il nichel, gli investimenti delle società minerarie stanno cambiando. Con l’accelerazione del passaggio a tecnologie più ecologiche, la domanda di questi minerali aumenterà, portando a maggiori investimenti in progetti di estrazione e lavorazione. Questo cambiamento potrebbe anche influenzare l’equilibrio di potere economico tra le nazioni che possiedono queste risorse.

L’Australia svolge un ruolo di primo piano nella produzione di queste risorse vitali. È il più grande esportatore di litio al mondo, con il 53% della produzione globale nel 2022. L’Australia è anche il maggior produttore di bauxite, minerale di ferro, zircone e rutilo e il quarto produttore di terre rare. Inoltre, è il secondo produttore di cobalto, con circa il 19% delle risorse mondiali di cobalto.

Il governo australiano ha lanciato diversi programmi per incoraggiare gli investimenti internazionali nei settori delle risorse e dell’energia. Ha stanziato da 1 a 15 miliardi di dollari australiani per il National Reconstruction Fund per aggiungere valore alle risorse, il che potrebbe includere investimenti in tecnologie innovative come l’esplorazione o la perforazione. Altri 3 miliardi di dollari sono stati stanziati per le tecnologie rinnovabili e a basse emissioni.

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