
Negli ultimi anni, la relazione commerciale tra Cina e Unione Europea (UE) è diventata sempre più complessa e sfidante. La recente controversia sulle tariffe dei veicoli elettrici cinesi rappresenta un ulteriore tassello di un puzzle già complicato.
Questa questione ha assunto una particolare rilevanza alla luce della crescente importanza dei veicoli elettrici nel contesto della transizione energetica globale e della lotta ai cambiamenti climatici.
Le Tariffe UE sui Veicoli Elettrici Cinesi
Il 4 luglio segna una data cruciale in questa disputa, poiché entreranno in vigore le tariffe preliminari dell’UE sui veicoli elettrici importati dalla Cina, che possono arrivare fino al 38,1%. La decisione dell’UE si basa su un’indagine che mira a verificare se le case automobilistiche cinesi stiano beneficiando di sussidi governativi eccessivi, considerati ingiusti.
Bruxelles teme che questi sussidi possano distorcere il mercato, permettendo ai produttori cinesi di vendere a prezzi inferiori rispetto ai concorrenti europei, minacciando così l’industria automobilistica del continente.
Le Richieste della Cina
Da parte sua, Pechino ha ripetutamente richiesto l’annullamento di queste tariffe, dimostrando una volontà negoziale al fine di evitare un’altra guerra commerciale. La Cina è ancora segnata dai dazi imposti dagli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump, e un ulteriore conflitto tariffario con l’UE potrebbe avere gravi ripercussioni sulle sue esportazioni e sulla sua economia in generale.
Tuttavia, la Cina ha anche dichiarato che adotterà tutte le misure necessarie per proteggere i propri interessi e le proprie imprese qualora l’UE dovesse proseguire con l’imposizione delle tariffe.
I Colloqui Commerciali
I colloqui tra Cina e UE sono stati riavviati recentemente, a seguito di una telefonata tra il commissario europeo Valdis Dombrovskis e il ministro del Commercio cinese. Questo riavvicinamento è stato accolto positivamente, con osservatori come Siegfried Russwurm, capo della più grande associazione industriale tedesca BDI, che lo hanno definito un “buon segno”.
L’inizio delle trattative rappresenta un’opportunità per entrambe le parti di trovare un compromesso che possa evitare l’imposizione delle tariffe e preservare la cooperazione economica.
La Posizione della Commissione Europea
Nonostante l’ottimismo per i nuovi colloqui, la Commissione Europea rimane ferma nella sua posizione. Ha sottolineato che qualsiasi accordo negoziato deve essere efficace nell’affrontare le sovvenzioni considerate pregiudizievoli. E’ improbabile che la Commissione modifichi una decisione così importante, soprattutto in un momento politicamente delicato come quello attuale, con le elezioni in Francia alle porte.
Possibili Conseguenze e Misure di Ritorsione
Se l’UE dovesse continuare sulla strada delle tariffe, la Cina ha già lasciato intendere che potrebbe adottare misure di ritorsione. Il Global Times ha riportato che Pechino sta considerando l’apertura di un’indagine antidumping sulle importazioni europee di carne suina e potrebbe anche valutare tariffe sui prodotti lattiero-caseari e sulle auto a benzina di grossa cilindrata.
La Cina potrebbe aumentare le tariffe sulle auto europee con motori di grande cilindrata e che altri prodotti agricoli potrebbero essere minacciati.
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