
Gli economisti di Goldman Sachs Group Inc. stimano che l’ultima minaccia tariffaria da parte del presidente USA Donald Trump potrebbe ridurre circa lo 0,1% il prodotto interno lordo dell’area euro, sottolineando i rischi economici legati all’aumento delle tensioni commerciali transatlantiche.
Trump ha dichiarato sabato che imposerà un dazio del 10% sulle importazioni provenienti da diversi paesi europei che si sono mobilitati per sostenere la Groenlandia in risposta alle minacce statunitensi di conquistare il territorio danese semi-autonomo.
Le imposte proposte si applicherebbero a Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Finlandia, Regno Unito e Paesi Bassi.
L’annuncio ha aumentato il disagio del mercato in un momento in cui gli investitori sono già sensibili ai rischi geopolitici e alla durabilità della ripresa economica europea.
Tuttavia, nonostante ciò, Goldman Sachs vede un impatto limitato per l’Europa dagli ultimi dazi, poiché l’economia più ampia rimane resiliente.
Goldman illustra l’impatto del PIL in tutta Europa
Secondo l’analisi di Goldman Sachs, un dazio del 10% ridurrebbe il PIL reale di circa lo 0,1% allo 0,2% nei paesi interessati, principalmente attraverso flussi commerciali più deboli.
La Germania, la più grande economia europea e un importante esportatore, avrebbe avuto il maggiore impatto.
Il team di Goldman stima che il PIL tedesco potrebbe diminuire di circa lo 0,2% se i dazi venissero applicati come misura reciproca incrementale, e fino allo 0,3% se assumessero la forma di una tassa generale.
“Il colpo potrebbe essere maggiore se ci fossero sconfitte negative o effetti sui mercati finanziari,” scrisse il team, incluso Sven Jari Stehn, in una nota.
Gli economisti hanno avvertito che le prospettive restano incerte, osservando che non è ancora chiaro se i dazi verranno infine attuati.
Tuttavia, hanno affermato che la sola minaccia è sufficiente a far pesare sulla fiducia e a pianificare tempestivamente le contingenze tra decisori politici e investitori.
Goldman prevede un impatto limitato dai dazi doganali
I mercati finanziari globali sono stati scossi dopo i commenti di Trump, con azioni europee e futures sugli indici statunitensi in calo all’inizio della settimana.
Allo stesso tempo, gli asset tradizionali di rifugio sicuro come l’oro sono aumentati, riflettendo una tendenza verso l’avversione al rischio.
Nonostante la reazione immediata del mercato, diversi strateghi hanno suggerito che l’impatto sulle azioni europee potrebbe rivelarsi di breve durata.
Hanno sostenuto che le prospettive economiche più ampie della regione rimangono resilienti, anche di fronte a nuove tensioni commerciali.
I dati recenti mostrano che la crescita dell’area euro si mantiene in regola, supportata da un allentamento delle pressioni inflazionistiche e dalla prospettiva di ulteriore sostegno alla politica monetaria.
Gli economisti di Goldman hanno anche detto di aspettarsi solo un impatto “molto piccolo” sull’inflazione dai dazi proposti, aggiungendo che le banche centrali probabilmente abbasserebbero i tassi di interesse in risposta a una previsione del PIL più debole.
L’UE valuta la risposta mentre la diplomazia rimane un’opzione
Goldman Sachs ha affermato che una possibile risposta dell’Unione Europea alla minaccia tariffaria potrebbe andare dal ritardare l’approvazione di un accordo commerciale USA-UE all’imposizione di contro-imposte o all’uso del cosiddetto strumento anti-coercizione del blocco.
Hanno aggiunto che si prevede che il Regno Unito dia priorità all’impegno diplomatico con Trump, simile all’approccio adottato durante le trattative commerciali dello scorso anno.
Separatamente, persone a conoscenza della questione hanno detto che l’UE è in trattative per imporre dazi su 93 miliardi di euro (108 miliardi di dollari) di beni statunitensi e sta valutando ulteriori contromisure oltre ai dazi.
Tuttavia, ci si aspetta che i funzionari perseguiscano prima una soluzione diplomatica prima di intensificare ulteriormente.
Sebbene il colpo economico immediato derivante dai dazi proposti sembri modesto, gli economisti avvertono che un’incertezza prolungata o un conflitto commerciale più ampio potrebbero amplificare i danni attraverso una fiducia più debole, investimenti interrotti e una maggiore volatilità dei mercati finanziari.
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