
Il 1° dicembre, il celebre investitore Jim Cramer ha guardato in telecamera Mad Money di CNBC e ha rilasciato una dichiarazione provocatoria – “forse il consumatore teso è una narrazione falsa.”
A prima vista, l’affermazione sembrava contraddire la saggezza convenzionale.
Per mesi, i titoli sono stati dominati dai colloqui sulla “seduta di sensazione”, dall’impatto dei dazi del 2025 e da una chiusura governativa da record che ha paralizzato i dati federali per settimane.
Eppure, man mano che gli ultimi dati dell’anno arrivano, la visione contraria di Cramer sembra meno un’iperbole e più una roadmap per il mercato 2026.
Qual è la narrazione del consumatore allungata
La tesi dei consumatori esagerata — l’idea che gli americani abbiano finalmente raggiunto un muro di stanchezza sotto il peso di tassi d’interesse elevati e risparmi esauriti durante la pandemia — è stata la scommessa più sicura su Wall Street per tutto l’anno.
Ma avvicinandosi al 2026, dati concreti suggeriscono che il consumatore americano non solo sta sopravvivendo, ma sta alimentando uno scenario economico “no-landing” che pochi avevano previsto.
La sorpresa del PIL — un controllo della realtà del 4,3%
La prova più sconvolgente è arrivata il 23 dicembre 2025, quando il Bureau of Economic Analysis (BEA) ha finalmente pubblicato i dati del PIL del terzo trimestre in ritardo.
Secondo i dati più recenti, l’economia statunitense è cresciuta a un tasso annualizzato del 4,3% nel terzo trimestre – notevolmente superiore al 3,2% previsto dagli esperti.
Non è stato un caso causato solo dalla spesa pubblica. Il consumo personale, cuore dell’economia statunitense, era il motore principale.
La spesa reale dei consumatori è aumentata del 3,5% nel terzo trimestre, alimentata da un mercato del lavoro che, pur raffreddandosi, ha mantenuto la crescita reale dei salari.
Come ha osservato James Knightley, capo economista internazionale di ING, dopo il comunicato: “L’economia statunitense sta andando sorprendentemente bene per chi si trova nelle fasce di reddito medio e alto, che usa la ricchezza abitativa e i guadagni di investimento per mantenere in funzione i motori.”
Mentre la narrazione “allungata” si concentra sul prestito auto a 100 mesi e sui saldi in aumento delle carte di credito, ignora il massiccio effetto ricchezza di un SandP 500 che si trova vicino ai massimi storici, con un aumento di circa il 19% nell’anno.
Il consumatore non è al verde; sono suddivisi.
Resilienza aziendale: oltre il rumore della ‘Guerra Commerciale’
Gli ultimi rapporti sugli utili delle aziende americane forniscono prove “a terra” che la tesi di Cramer regge.
Durante tutto dicembre, abbiamo visto un tema ricorrente: la spesa discrezionale sta solo cambiando – non scomparendo.
- La bellezza come baluardo: I rivenditori, tra cui Ulta Beauty e Macy’s (tramite le ali Bluemercury e Bloomingdale’s), hanno registrato trimestri natalizi da record. I consumatori optano per “lussi raggiungibili” anche se riducono i grandi ristrutturazioni della casa.
- Il boom dei viaggi: Nonostante un’inflazione “rigida” al 2,8% (PCE Core), i servizi di viaggio e sanità internazionali hanno registrato un significativo aumento a dicembre. Questo indica un consumatore che dà priorità alle esperienze e ai servizi essenziali rispetto all’accumulo di più “cose”.
- Divergenza nel retail: Sebbene Walmart abbia registrato una rara perdita di profitto dovuta a margini mutevoli, il volume sottostante rimane solido. I consumatori stanno “scambiando verso il basso” rispetto al valore – ma continuano comunque ad acquistare.
Come ha detto Jim Cramer, “il ritorno dei consumatori ha acceso tutto ciò che riguarda la spesa discrezionale.”
Sentiment vs spesa: il grande disaccoppiamento
L’argomento più forte a favore della narrazione “allungata” è sempre stato il sentimento dei consumatori.
I sondaggi dell’Università del Michigan e del Conference Board di dicembre 2025 hanno mostrato la fiducia ai minimi annuali, alimentati dai timori per le tariffe del “Giorno della Liberazione” e dalle preoccupazioni per la sicurezza del lavoro tra la Generazione Z.
Tuttavia, quest’anno ha dimostrato che ciò che i consumatori dicono ai sondaggisti — e ciò che fanno con i loro iPhone — sono due cose diverse.
Questo “Grande Disaccoppiamento” è la pietra angolare del perché la narrazione è falsa.
Nonostante alcuni segnali di miglioramento per chiudere l’anno, il sentiment rimane basso poiché le questioni legate al portafoglio dominano le opinioni,” afferma Joanne Hsu, direttrice del Sondaggio dei Consumatori.
Eppure lo stesso rapporto mostra che le aspettative per le finanze personali stanno effettivamente aumentando.
Le persone sono preoccupate per l’economia, ma sono sempre più sicure dei propri conti bancari.
Conclusione: il “no-landing” 2026
L’osservazione di Jim Cramer fu un avvertimento per chi scommetteva contro l’acquirente americano.
Se il consumatore fosse stato davvero “spinto” fino al punto di rottura, una stampa del PIL del 4,3% sarebbe stata matematicamente impossibile.
Al contrario, stiamo entrando nel 2026 in un contesto di “no-landing” in cui la crescita rimane alta, i tassi di interesse restano restrittivi e il consumatore rimane il firewall definitivo contro la recessione.
La narrazione non è che tutti siano ricchi – è che il consumatore americano sia più resistente di quanto gli orsi credano.
Scommettere contro questa durata è stato un affare perdente per un secolo – e i recenti dati economici lo dimostrano ancora.
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