Nel 2023, l’industria tedesca della trasformazione di materiali plastici ha concluso l’anno con un volume d’affari di 72,5 miliardi di euro, evidenziando un calo del -6% rispetto all’anno precedente (77,1 miliardi). Le prospettive per quest’anno non sono promettenti.
Le vendite nel mercato interno sono scese del -9,4%, raggiungendo i 42,3 miliardi di euro – segnale di una crisi più ampia nell’industria tedesca – mentre le esportazioni hanno mantenuto una sostanziale stabilità (-0,3%) a 30,2 miliardi, con un aumento della quota di export del +2,4% al 41,8%.
In termini di volume, in Germania sono state trasformate 12,7 milioni di tonnellate di polimeri l’anno scorso, con una diminuzione del -9% rispetto al 2022 (13,9 milioni di tonnellate). Il volume di materiale riciclato (inclusi i sottoprodotti) è rimasto costante a 2,4 milioni di tonnellate.
Un segnale preoccupante per la stabilità del settore è l’occupazione, che è diminuita del -2,2% a 319.264 unità, mentre il numero di aziende trasformatrici è rimasto praticamente invariato, poco al di sotto di tremila.
La situazione è stata evidenziata da Gesamtverband Kunststoffverarbeitende Industrie (GKV), guidata dall’imprenditrice bavarese Helen Fürst, che ha criticato il governo tedesco e ha invitato a implementare al più presto una nuova agenda per lo sviluppo, allo scopo di permettere all’industria tedesca di riprendere la sua crescita entro due o tre anni.
Secondo l’associazione, la crisi nel settore è di natura strutturale e non congiunturale: è causata dalle sfavorevoli condizioni che l’industria tedesca sta affrontando e che stanno influenzando pesantemente gli investimenti, tra cui la tassa sulla plastica proposta dal governo.
L’agenda per la crescita dovrebbe affrontare, come spiegato da Fürst, temi come l’energia e i suoi costi, la semplificazione della burocrazia, gli investimenti e la digitalizzazione.
Per quanto riguarda le principali categorie, l’imballaggio ha concluso il 2023 con una riduzione dei volumi di plastica trasformata da 4,2 a 3,8 milioni di tonnellate (-10%) e un calo del fatturato del -7,7% a 16,8 miliardi di euro.
Nell’edilizia, le tonnellate sono diminuite da 5,1 a 4,7 milioni e il fatturato è sceso da 26,2 a 23,8 miliardi di euro (-9%). Il segmento dei componenti tecnici ha mantenuto un volume stabile di 2,9 milioni di tonnellate, con un aumento delle vendite del +1,7% a 20,9 miliardi di euro.
Infine, i beni di largo consumo hanno registrato una leggera diminuzione dei consumi (da 1,4 a 1,3 milioni di ton), ma con un significativo calo del valore, da 12 a 10,8 miliardi di euro (-9,8%).
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