I prezzi del rame sono in fase di rialzo anche oggi, venerdì 3 novembre, come segnalato anche dall’ufficio studi di Commodity Evolution in questo articolo e si sono avviati verso la seconda settimana consecutiva di guadagni, grazie all’indebolimento del dollaro che ha compensato le preoccupazioni sulla domanda da parte della Cina, principale consumatore, dove i dati economici negativi hanno intaccato le prospettive.
Il rame a tre mesi sul London Metal Exchange è in ascesa dello 0,24% a quota 8.200 $/ton (09:27 ora Italia) mentre il contratto di rame di dicembre più negoziato sullo Shanghai Futures Exchange è salito dello 0,4% a 67.730 yuan ($9.260,96) per tonnellata.
L’indebolimento del dollaro, trascinato dalle scommesse sull’assenza di ulteriori rialzi dei tassi, ha reso le materie prime più convenienti per gli acquirenti che utilizzano altre valute e ha compensato il rallentamento delle attività della Cina nel settore manifatturiero che consuma molti metalli.
Anche il calo delle scorte nei magazzini LME sta influenzando il recupero dei prezzi. Al 1° novembre le scorte LME si attestavano a quota 170.825 tonnellate, in calo dell’11% rispetto ai massimi registrati il 19 ottobre a quota 191.925 tonnellate.
I metalli industriali continuano a subire i venti contrari derivanti dalla debolezza dell’attività nella Cina continentale. Tuttavia, le aspettative di un indebolimento del dollaro americano nelle prossime settimane hanno contribuito a sostenere l’attuale livello dei prezzi.
L’articolo Rame: il prezzo punta al secondo guadagno settimanale consecutivo grazie all’indebolimento del dollaro proviene da Commodity Evolution.



