I prezzi del rame sono scesi ai minimi da oltre un mese a questa parte, sulle preoccupazioni per l’economia cinese dopo i dati deludenti e mentre gli investitori hanno fatto i conti con i ritardi nei tagli dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve statunitense.
Il rame a tre mesi sul London Metal Exchange (LME) risulta in flessione dello 0,30% a quota 8.319 $/ton (12:35 ora Italia) dopo aver toccato 8.246 $/ton, il valore più basso dal 7 dicembre.
La Cina, principale consumatore di metalli, ha leggermente disatteso le previsioni di crescita economica, ma a preoccupare di più sono stati i numeri inquietanti sul settore immobiliare, come le vendite di immobili misurate in base alla superficie calpestabile che sono crollate del 23% a dicembre.
Ci sono ancora molte difficoltà sul fronte immobiliare e non sembra che il settore abbia fatto una svolta significativa dall’inizio degli stimoli. C’è da chiedersi se la Cina stia davvero facendo tutto il possibile per rimettere in carreggiata la propria economia.
Altri indicatori di dicembre in Cina hanno mostrato che le vendite al dettaglio sono cresciute al ritmo più lento da settembre e che la crescita degli investimenti è rimasta debole, anche se la produzione industriale ha mostrato segni di miglioramento.
Alla Borsa dei Futures di Shanghai, il contratto sul rame di marzo è sceso dello 0,1% a 67.720 yuan (9.410,91 dollari) per tonnellata. La produzione di 10 metalli non ferrosi in Cina, tra cui rame, alluminio, piombo, zinco e nichel, è aumentata del 7,1% a 74,7 milioni di tonnellate nel 2023, un record.
Anche il dollaro ha pesato sul mercato, poiché un dollaro più forte rende le materie prime più costose per gli acquirenti che utilizzano altre valute. Il dollar index ha toccato i massimi di un mese dopo che le osservazioni del governatore della Fed statunitense Christopher Waller hanno smorzato le aspettative di un taglio dei tassi a marzo.
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