Rottame ferroso: le quotazioni turche in flessione di 73 euro la tonnellata dai picchi di fine 2023

Il prezzo del rottame sta calando rapidamente in TurchiaIl prezzo del rottame sta calando rapidamente in Turchia. Attualmente per l’HMS 1/2 80:20 si stima una quotazione di 354 euro/ton CFR, in flessione di 73 euro la tonnellata rispetto alla fine del 2023. L’attuale livello di prezzo non si registrava da metà dello scorso novembre.

La principale causa del trend in corso è la scarsa domanda di rottame da parte delle acciaierie turche unita all’elevato numero di offerte sul mercato, soprattutto da parte dei fornitori statunitensi. Anche nel mercato europeo, tuttavia, i costi legati alla raccolta stanno registrando una diminuzione e le quotazioni della materia prima da forno elettrico si stanno indebolendo a fronte della bassa richiesta, benché a un ritmo inferiore per via di un’offerta relativamente contenuta.

La ridotta domanda di rottame da parte dei produttori siderurgici turchi è legata alla debolezza dei mercati degli acciai finiti; in particolare quello del tondo per cemento armato, sia domestico che estero. Attualmente il prezzo del tondo turco si attesta a 580-590 $/t FOB, mentre esattamente un mese fa era di circa 610 $/t FOB.

La richiesta non brilla, a causa sia delle tensioni in Medio Oriente – che hanno fortemente impattato le vendite verso un mercato in passato strategico come quello israeliano – sia delle limitate possibilità di vendita in altri mercati, primo su tutti quello europeo.

Il prezzo del rottame sta calando rapidamente in Turchia

Rottame Di Acciaio Pesante Da Fusione HMS I/II 80:20 CFR – Turchia euro/ton – Powered by Commodity Evolution

A rendere pressoché stagnante il comparto del tondo stanno contribuendo inoltre l’imminente inizio del mese di Ramadan (10 marzo–8 aprile) e le elezioni amministrative del prossimo 31 marzo. Attualmente, non si prevede alcuna ripresa significativa degli acquisti in Turchia fino ad aprile inoltrato.

Allo stesso tempo, le acciaierie turche, a causa degli elevati costi, sono estremamente riluttanti a tagliare ulteriormente i prezzi dei prodotti finiti, anche perché prevedono un ulteriore incremento delle tariffe energetiche in Turchia dopo le elezioni amministrative.

Nei giorni scorsi, diverse fonti avevano immaginato che i prezzi dell’HMS 1/2 80:20 si sarebbero stabilizzati a un livello di 380 $/t CFR Turchia. Ieri, tuttavia, è emersa la notizia di uno scambio tra un’acciaieria di Izmir e un fornitore Usa a un prezzo di 378 $/t CFR; notizia che ha portato gli operatori del mercato a chiedersi fino a che punto durerà ancora l’attuale trend ribassista.

I prezzi del rottame sono previsti in calo di almeno 30-50 $/t questo mese nel mercato interno statunitense – dove le acciaierie puntano a recuperare margini dopo il calo delle quotazioni del finito –, mentre i costi di raccolta sembrano destinati a ridursi ulteriormente in Europa.

Completa il quadro il sentiment negativo che si registra in Cina dalla fine del capodanno lunare: la mancata ripresa del principale mercato asiatico ha portato nell’ultimo mese a cali di prezzo per il minerale di ferro (attualmente a 115-120 $/t CFR circa), per le billette e per i principali prodotti finiti (coils, tondo, vergella).

Resta da capire quale sarà l’impatto del trend internazionale sul mercato italiano del rottame nei prossimi giorni. Nonostante si prevedano diminuzioni di prezzo, queste secondo la maggior parte degli operatori dovrebbero risultare inferiori a quelle registrate all’estero, in ragione, come già accennato, della relativa carenza d’offerta.

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