Il calo delle importazioni statunitensi di alluminio grezzo e leghe per il consumo, accompagnato dall’aumento della generazione interna di rottame e da un contenimento del volume delle esportazioni, suggerisce una transizione strategica verso l’uso di alluminio secondario.
Questo spostamento è indicativo di una crescente preferenza degli Stati Uniti per soluzioni di economia circolare, volta a ridurre la dipendenza dalle risorse primarie.
Nel periodo tra gennaio e luglio 2024, le importazioni statunitensi di alluminio grezzo e leghe si sono attestate a 2,14 milioni di tonnellate, con una riduzione del 7,76% rispetto allo stesso periodo del 2023, quando erano pari a 2,32 milioni di tonnellate.
Ogni mese fino a luglio ha segnato un calo su base annua, evidenziando un cambiamento strutturale nei modelli di consumo di alluminio nel paese.
In particolare, nel mese di luglio 2024, le importazioni di alluminio grezzo e leghe negli Stati Uniti sono state pari a 293.000 tonnellate, con un calo significativo dell’11,48% rispetto alle 331.000 tonnellate dello stesso mese dell’anno precedente e una diminuzione del 13,82% rispetto alle 340.000 tonnellate di giugno 2024.
Questo andamento sembra confermare una tendenza a lungo termine verso una maggiore autosufficienza e sostenibilità.
Il Canada: Principale Fornitore di Alluminio agli USA, Nonostante le Fluttuazioni
Il Canada ha mantenuto il ruolo di maggiore fornitore di alluminio grezzo e leghe agli Stati Uniti nei primi sette mesi del 2024, nonostante alcuni cali intermittenti.
Nel luglio 2024, le importazioni dagli Stati Uniti dal Canada hanno segnato un calo dell’8,56% su base annua, passando da 257.000 tonnellate a 235.000 tonnellate. Tuttavia, complessivamente, nel periodo gennaio-luglio 2024, le importazioni di alluminio grezzo dal Canada hanno registrato un leggero incremento del 6,54%, salendo a 1,63 milioni di tonnellate rispetto a 1,53 milioni di tonnellate nello stesso periodo dell’anno precedente.
Questo dato evidenzia come il Canada rimanga un partner cruciale per il settore dell’alluminio statunitense, grazie alla vicinanza geografica e a una catena di approvvigionamento ben consolidata che facilita la disponibilità di metallo grezzo alle industrie statunitensi.
Fattori Dietro il Declino delle Importazioni: Il Caso degli Emirati Arabi Uniti e dell’Australia
Il calo delle importazioni di alluminio grezzo negli Stati Uniti è stato influenzato anche dalla riduzione del volume di esportazioni dagli Emirati Arabi Uniti.
Secondo i dati del US Geological Survey (USGS), le importazioni dagli Emirati Arabi Uniti nel periodo gennaio-luglio 2024 sono state di 210.000 tonnellate, registrando un calo drastico del 37,13% rispetto alle 334.000 tonnellate dello stesso periodo dell’anno precedente.
Anche l’Australia ha visto un crollo significativo delle proprie esportazioni di alluminio verso gli Stati Uniti. Nei primi sette mesi del 2023, gli Stati Uniti avevano importato 169.000 tonnellate di alluminio dall’Australia, mentre nello stesso periodo del 2024 il volume è precipitato a 46.700 tonnellate.
Questi dati indicano come, oltre a puntare sul recupero di rottame domestico, gli Stati Uniti stiano riducendo la dipendenza da alcuni paesi esteri. Il calo nelle importazioni dagli Emirati Arabi Uniti e dall’Australia potrebbe riflettere un interesse a diversificare le fonti di approvvigionamento o un cambiamento nella politica commerciale verso una maggiore indipendenza economica.
Un Obiettivo Ambizioso: La Sfida del Raggiungimento dei Volumi di Importazione del 2023
Per eguagliare il totale di 3,81 milioni di tonnellate importate nel 2023, gli Stati Uniti avrebbero bisogno di importare oltre 1,67 milioni di tonnellate di alluminio grezzo e leghe nei mesi rimanenti del 2024.
Tuttavia, con la recente tendenza al ribasso delle importazioni, raggiungere questo obiettivo sembra sempre più improbabile.
Nei primi sette mesi del 2024, il volume delle importazioni di alluminio grezzo e leghe ha rappresentato il 65,24% delle importazioni complessive di alluminio degli Stati Uniti (incluso il rottame), rispetto a una quota del 69,46% nello stesso periodo dell’anno scorso.
Questo calo percentuale riflette il crescente ruolo del rottame nel mercato dell’alluminio, in linea con le politiche di sostenibilità e di economia circolare che stanno prendendo piede nel paese.
L’approccio orientato al rottame, sebbene potenzialmente vantaggioso per l’ambiente e per la stabilità della catena di approvvigionamento domestico, pone alcune sfide. I processi di riciclaggio richiedono investimenti in infrastrutture e innovazione per garantire la qualità e l’efficienza della produzione di alluminio secondario, ma potrebbero ridurre significativamente la dipendenza statunitense dalle importazioni di metallo primario.
L’articolo Stati Uniti: Un Cambio di Rottura nelle Importazioni di Alluminio tra Crescita del Rottame Domestico e Maggiore Efficienza proviene da Commodity Evolution.
