
Le imminenti elezioni presidenziali americane si preannunciano come una delle competizioni politicamente più impegnative della storia recente.
Con la drammatica sconfitta di Donald Trump nel 2020 e la storica candidatura di Kamala Harris, il terreno è pronto per uno scontro ad alto rischio.
Tuttavia, al di là della superficie, queste elezioni rappresentano una battaglia più profonda tra il futuro energetico e quello tecnologico dell’America.
Trump è sostenuto da Big Oil, mentre Harris è sostenuto da Big Tech, creando un divario netto nel sostegno finanziario e ideologico per ciascun candidato.
Big Tech si schiera dietro Harris
La campagna di Kamala Harris ha raccolto un sostegno significativo da parte del settore tecnologico.
Sostenendo l’energia rinnovabile, le politiche progressiste e un futuro digitale, Harris è diventato il candidato preferito da molti leader del settore tecnologico.
Supporti di alto profilo e donazioni sostanziali sono arrivati da figure importanti come Sheryl Sandberg, ex direttore operativo di Facebook; Reed Hastings, co-fondatore di Netflix; e la filantropa Melinda Gates.
I profondi legami di Harris con la Silicon Valley e la sua agenda politica trovano risonanza nella comunità tecnologica, posizionandola come la candidata ideale per la Casa Bianca.
Jeffrey Sonnenfeld della Yale School of Management sottolinea l’approccio collaborativo di Harris: “Quando voleva risolvere i problemi, riuniva attivisti sociali, esperti di politiche pubbliche e leader aziendali in forum comuni.
Pensava semplicemente che dovremmo avere tutti gli attori attorno a un tavolo e comprendere i problemi, e i leader tecnologici adorano questo tipo di dialogo.”
Un ottimo esempio dell’impegno di Harris con l’industria tecnologica è l’incontro di alto profilo che ha organizzato lo scorso anno con i CEO di OpenAI, Google, Microsoft e Anthropic a Capitol Hill.
L’agenda si concentrava sulla lotta ai problemi di sicurezza dell’IA e sul miglioramento della trasparenza tra i giganti della tecnologia e il governo.
La posizione proattiva di Harris sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale è considerata vantaggiosa per le aziende tecnologiche che si muovono nel panorama in evoluzione della governance digitale.
Le grandi compagnie petrolifere sostengono Trump
Dall’altro lato dello spettro, Donald Trump si è assicurato un sostegno schiacciante da parte dell’industria del petrolio e del gas.
Secondo i documenti di OpenSecrets e della Commissione elettorale federale, il settore petrolifero ha contribuito con 7,3 milioni di dollari alla campagna di Trump.
Le politiche energetiche di Trump, che enfatizzano le fonti energetiche tradizionali e la crescita economica, sono strettamente in linea con gli interessi delle Big Oil.
Dan Eberhart, un donatore di Trump, sintetizza il sentimento: “La filosofia del ‘drill baby drill’ di Trump si allinea molto meglio con la zona petrolifera rispetto all’approccio all’energia verde di Biden. È un gioco da ragazzi”.
Con un sostegno così forte da parte del settore petrolifero, sorgono dubbi sul potenziale di politiche distorte a favore del settore se Trump venisse eletto.
Fonti citate dal Washington Post rivelano che Trump si è impegnato a revocare il divieto sui permessi di esportazione di gas liquefatto e ad aprire la strada a ulteriori trivellazioni nel suo primo giorno da presidente.
Inoltre, Trump ha accennato a una ricompensa di 1 miliardo di dollari per la sua campagna in cambio di proposte favorevoli all’industria, consolidando ulteriormente i suoi stretti legami con Big Oil.
Si prevede che la polarizzazione si intensificherà
Con l’avvicinarsi della data delle elezioni, si prevede che la polarizzazione tra il settore tecnologico e quello petrolifero si intensificherà.
Il netto contrasto nel sostegno evidenzia i percorsi divergenti che ciascun candidato rappresenta per il futuro dell’America.
La preferenza dell’industria tecnologica per Harris riflette il desiderio di innovazione, energia rinnovabile e politiche progressiste.
Al contrario, il sostegno del settore petrolifero a Trump sottolinea l’impegno nei confronti delle fonti energetiche tradizionali e della crescita economica.
In definitiva, l’esito di queste elezioni avrà implicazioni significative per entrambi i settori. Un settore troverà il suo candidato favorito nella Casa Bianca, mentre l’altro dovrà affrontare le sfide poste da un’amministrazione meno allineata ai suoi interessi.
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