
Con una significativa vittoria legale per le società della gig economy, una corte d’appello in California ha confermato la Proposition 22, consentendo a Uber, Lyft, DoorDash e aziende simili di continuare a classificare i propri autisti come appaltatori indipendenti piuttosto che come dipendenti.
Questa sentenza rafforza lo status dei lavoratori temporanei, preservandone la flessibilità e l’indipendenza, rimodellando al tempo stesso le dinamiche di classificazione dei lavoratori nello Stato.
La Proposition 22 consolida lo status di gig lavoratore
La Proposition 22, approvata dagli elettori della California nel novembre 2020, è stata progettata per proteggere il modello della gig economy consentendo alle aziende di classificare i propri autisti come appaltatori indipendenti.
Questo status garantisce ai conducenti l’autonomia di scegliere i propri orari e giorni di lavoro, in contrasto con il modello tradizionale dei dipendenti che prevede orari e vantaggi prestabiliti.
I sostenitori della Proposizione 22 sostengono che questa flessibilità è un vantaggio chiave per gli autisti, che possono lavorare tanto o poco quanto desiderano senza i vincoli di una struttura occupazionale convenzionale.
L’appello, presentato da un gruppo sindacale, contestava la Proposition 22, sostenendo che la legge mina la definizione statale di dipendente e consente alle aziende di eludere i costi associati ai benefici per i dipendenti come l’assicurazione e il congedo per malattia retribuito.
La posizione del sindacato era che classificare gli autisti come appaltatori, piuttosto che come dipendenti, si traduce in un notevole risparmio sui costi per le aziende a scapito dei benefici per i lavoratori.
Le aziende reagiscono alla decisione
Sia Uber che Lyft hanno espresso soddisfazione per il loro giudizio, ribadendo come la decisione supporti non solo i loro desideri, ma anche quelli dei lavoratori, lasciando intendere che sono stati proprio i sindacati a voler imporre a tutti il modello occupazionale.
Questo è ciò che Uber ha da dire:
Sia che gli autisti o i corrieri scelgano di guadagnare solo poche ore a settimana o più, la loro libertà di lavorare quando e come vogliono è ormai saldamente radicata nella legge della California, ponendo fine ai tentativi sbagliati di costringerli a un modello di lavoro che fanno nella stragrande maggioranza. non voglio
Lyft ha fatto eco a un sentimento simile in un post sul blog pubblicato sul suo sito web.
Dopo l’entrata in vigore della Prop. 22, oltre l’80% degli automobilisti californiani intervistati ha affermato che è stato un bene per loro. In effetti, la retribuzione oraria media degli autisti sulla piattaforma Lyft in California è stata superiore del 22% nel 2023 rispetto al 2019.
Cosa significa per gli investitori?
La decisione della corte rappresenta una vittoria notevole per le società quotate in borsa come Uber, Lyft e DoorDash, poiché migliora potenzialmente la loro efficienza operativa mantenendo i loro modelli di business a basso costo.
La reazione immediata del mercato azionario ha visto un temporaneo aumento dei prezzi delle azioni di queste società. Tuttavia, l’entusiasmo è stato di breve durata a causa delle più ampie incertezze del mercato e di un generale arretramento del commercio azionario.
Nonostante l’attuale volatilità del mercato, la sentenza fornisce a queste società un certo grado di certezza giuridica, consentendo loro di operare senza la costante minaccia di cambiamenti normativi che potrebbero sconvolgere i loro modelli di business.
Questa stabilità può contribuire alla fiducia degli investitori a lungo termine, anche se le reazioni del mercato a breve termine rimangono caute.
La decisione della corte d’appello che conferma la Proposition 22 non solo riafferma il modello della gig economy, ma evidenzia anche il dibattito in corso sulla classificazione e sui benefici dei lavoratori.
Mentre le aziende e gli investitori affrontano queste dinamiche, le implicazioni di questa sentenza continueranno a plasmare il futuro del lavoro gig e il suo impatto sull’economia in generale.
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