In una mossa senza precedenti, la Commissione per il Commercio Internazionale degli Stati Uniti (ITC) ha deciso di non applicare dazi compensativi e anti-dumping sulle importazioni di estrusioni di alluminio provenienti da 14 nazioni, inclusi giganti dell’industria come Cina, India, Messico ed Emirati Arabi Uniti.
Questa decisione, che potrebbe avere un impatto a lungo termine per il settore dell’alluminio negli Stati Uniti, mette di fatto un freno a una serie di indagini mirate a imporre pesanti tariffe su uno dei materiali più strategici per molteplici settori economici, dall’edilizia residenziale alla manifattura di sistemi di riscaldamento e ventilazione (HVAC) fino alla produzione di mobili.
Ripercussioni della Decisione per il Settore Statunitense e per i Consumatori
La decisione dell’ITC non solo chiude le indagini in corso ma stabilisce che i dazi precedentemente raccolti dalla U.S. Customs and Border Protection siano restituiti ai rispettivi importatori.
Questo risultato rappresenta una vittoria per l’industria manifatturiera americana e, in particolare, per il settore edile, che dipende fortemente dall’accessibilità e dalla stabilità dei prezzi delle estrusioni di alluminio. Il mantenimento dei prezzi bassi delle importazioni permette infatti alle imprese di continuare a fornire sul mercato prodotti a costi competitivi, come finestre, porte, e sistemi di refrigerazione, che sono materiali fondamentali per progetti residenziali e commerciali.
Uno dei punti centrali della controversia verteva sull’aumento dei costi che i dazi avrebbero inevitabilmente generato per le imprese americane, costi che sarebbero stati successivamente trasferiti sui consumatori finali.
Per questo, una coalizione di aziende e organizzazioni, capeggiata dalla National Association of Home Builders (NAHB), ha attivamente sostenuto la necessità di bloccare i dazi, evidenziando i rischi economici per il settore. Secondo il gruppo, l’applicazione dei dazi avrebbe avuto ripercussioni a cascata, provocando rincari lungo tutta la filiera, con danni evidenti sia per le aziende che per i consumatori.
Il risultato della decisione ITC rappresenta una svolta rara: normalmente, la commissione tende a supportare l’imposizione di dazi su prodotti importati per proteggere i produttori interni da pratiche commerciali ritenute sleali, come il dumping.
Tuttavia, questa volta, la commissione ha emesso una determinazione negativa, lasciando intendere che le prove di un danno per i produttori americani di estrusioni di alluminio non fossero sufficienti.
Sebbene l’ITC non abbia ancora pubblicato il rapporto ufficiale contenente i dettagli della decisione, è chiaro che la valutazione ha preso in considerazione l’impatto che i dazi avrebbero avuto sull’economia più ampia, evidenziando il legame tra prezzi dei materiali e stabilità economica.
Il Mercato Globale delle Estrusioni di Alluminio: Tendenze e Proiezioni per il Futuro
Parallelamente alla questione dei dazi, emerge una panoramica significativa sul mercato globale delle estrusioni di alluminio. Il Nord America contribuisce attualmente per circa l’8% al mercato globale delle estrusioni di alluminio, mentre l’Europa detiene una quota di mercato del 10%.
Nel complesso, la regione dell’Asia-Pacifico (esclusa la Cina) copre circa il 9% del mercato globale, mentre la Cina rimane il leader indiscusso, con una quota di mercato pari a ben il 66%.
Nel 2023, l’uso di estrusioni di alluminio in Nord America è stimato intorno a 2,60 milioni di tonnellate, una cifra sostanzialmente allineata con la capacità di produzione della regione, stimata tra i 3 e i 3,2 milioni di tonnellate.
L’articolo USA: La Commissione per il Commercio Internazionale nega dazi compensativi e anti-dumping sulle importazioni di estrusioni di alluminio da 14 paesi proviene da Commodity Evolution.

